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CLARA MOSCHINI

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Olio: via alla raccolta; crolla la produzione (-36%)

Cali nelle regioni meridionali: male la Puglia (-51%); Lombardia con +1727%

Un'indagine condotta da Cia-Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e Aifo-Associazione italiana frantoiani oleari, evidenzia un crollo della produzione di olio extravergine d’oliva italiano ma allo stesso tempo il mantenimento degli standard di qualità di uno dei prodotti simboli del made in Italy.

La campagna che sta iniziando segnerà un netto -36% con una previsione di poco più di 235.000 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte a fronte delle oltre 366.000 tonnellate della scorsa stagione. La produzione al sud risulta essere in forte calo a differenza della netta ripresa, rispetto allo scorso anno, delle regioni centrali e settentrionali. Le previsioni di produzione d'olio pugliese si attestano intorno al -51%. Causa del ribasso è la ciclicità del raccolto, con l’attuale stagione di scarica, a due anni dalla gelata che azzerò la raccolta nelle province di Bari, Bat e Foggia destabilizzando le piante. Stima del -50% rispetto allo scorso anno anche in Salento, a causa della Xylella. 

L'indagine ha stimato, rispetto allo scorso anno, un calo di produzione di olio di oliva in Sicilia del -17% e di Calabria del -45%. Segno negativo anche per Campania (-12%), Basilicata (-20%), Molise (-20%), Sardegna (-26%) e Abruzzo (-33%). Situazione ribaltata nelle regioni centrali e settentrionali, grazie al clima positivo durante il periodo della fioritura e agli attacchi contenuti della mosca. Stabile la produzione nel Lazio (+6%), rialzi per Toscana (+24%), Umbria (+40%), Marche (+48%), ed Emilia-Romagna (+52%). Il premio per il miglior incremento produttivo va alla Lombardia con +1727%, che passa da 123 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte alle 2248 tonnellate stimate per quest’annata. In crescita anche Liguria (+145%), Trentino-Alto Adige (+265%), Friuli Venezia Giulia (+770%) e Veneto (+995%). 

Dino Scanavino, presidente di Cia-Agricoltori ha dichiarato: "Siamo di fronte ad un’annata a due facce. Bisogna premiare la filiera agricola che si impegna nella produzione di un olio di qualità, garantendo prezzi più equi, adeguati e remunerativi". Il presidente di Italia Olivicola Fabrizio Pini, ha poi affermato: "Quest’annata dimostra, una volta di più, come non sia più rimandabile un piano olivicolo nazionale che consenta di impiantare nuovi uliveti e recuperare quelli abbandonati". "La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori. Siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera", ha concluso il presidente di Aifo, Piero Gonnelli.

hef - 13889

EFA News - European Food Agency
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