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CLARA MOSCHINI

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Dpcm, i ristoranti perdono 6 clienti su 10

Prandini: colpita a cascata l'intera filiera agroalimentare

Un'analisi di Coldiretti in riferimento al varo del decreto Ristoro per compensare gli effetti dell’ultimo Dpcm sull’emergenza Covid, ha evidenziato come con i nuovi limiti di orario nella ristorazione si perdono 6 italiani su 10 (63%) che almeno una volta al mese mangiano la sera fuori casa, con un drammatico impatto sull’intera filiera agroalimentare dai campi alle tavole. L'associazione sottolinea come dai ristoranti alle trattorie, dalle gelaterie alle pizzerie fino ai pub sono molte le realtà che trovano sostenibilità economica solo grazie al lavoro serale e che ora decidono addirittura di non aprire per gli elevati costi e la mancanza di clienti. Per molte strutture la pausa pranzo non è sufficiente per garantire la copertura dei costi tenuto conto anche della mancanza di turisti e della diffusione dello smart working che ha tagliato il numero di clienti.

Il risultato è il crollo dei consumi fuori casa che mette a rischio 1/3 della spesa alimentare degli italiani con un impatto sull’intera filiera alimentare nazionale che perde oltre un miliardo di Euro di fatturato per le mancate vendite di cibo e bevande nel mese interessato dal decreto, dalla carne al pesce, dal vino all’olio, dalla frutta alla verdura, dai formaggi ai salumi. Coldiretti precisa che in alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

L'analisi dimostra che ad essere più colpiti sono i ristoranti, luoghi preferiti per il consumo serale fuori casa (65%), al secondo posto le pizzerie con servizio al tavolo (59%), al terzo posto i fast food (10%) e i pub (9%) secondo le elaborazioni dell'Associazione su dati Fipe, dalle quali emerge che la fascia di prezzo su cui si attesta una cena tipo è tra i 10 e i 20 Euro, anche se più di un terzo degli italiani riserva ad una singola cena dai 21 ai 30 Euro.

“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico lungo tutta la filiera e misure come il taglio del costo del lavoro con la decontribuzione protratta anche per le prossime scadenze superando il limite degli aiuti di stato” ha affermato il presidente dell'Associazione Ettore Prandini nel sottolineare la necessità di “interventi rapidi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per incentivare l’acquisto di prodotti alimentari made in Italy”.

hef - 14310

EFA News - European Food Agency
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