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CLARA MOSCHINI

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Dpcm/3: per Italgrob l'horeca non può pagare per le inefficienze di altri settori

"Non è anticipando le chiusure che si combatte il contagio"

Italgrob (Federazione Italiana Grossisti Distributori Bevande) ritiene le imposizioni dell’ultimo Dpcm inaccettabili, oltre ingiuste perché colpiscono un comparto che non è, a detta della federazione, causa di contagio. "Un comparto che ha seguito e applicato diligentemente i protocolli anti-Covid imposti dal governo con l’avvio della fase due, in seguito al primo lockdown".

La federazione afferma che l’ultimo decreto scarica indebitamente solo su alcuni attori della scena economica italiana, già provata da questi mesi, la colpa dell’aumento dei contagi. Nello specifico i soggetti più colpiti e penalizzati con la chiusura dei locali alle 18.00 sarebbero gli operatori del fuoricasa. Un settore fondamentale per l’economia italiana, oltre 350 mila aziende, un milione e duecentomila addetti e oltre a 4000 aziende di distribuzione.

“Protocolli di sicurezza, sanificazioni effettuate, distanziamento, riduzione dei posti nella ristorazione non sono misure sufficienti?", si domanda Vincenzo Caso presidente di Italgrob. "C’è da chiedersi a cosa siano serviti tutti gli investimenti fatti per adeguarsi agli stringenti protocolli di sicurezza. Gli aumenti dei contagi non sono dovuti ai locali horeca, piuttosto c’è da interrogarsi sulle gestioni dei mezzi pubblici di trasporto eccessivamente pieni soprattutto nelle grandi città. Il settore horeca non può pagare per le inefficienze di altri settori”.

Dino Di Marino direttore della Federazione, ha commentato: "Attendiamo con ansia quanto dichiarato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, per valutare e intervenire in merito. Molte aziende, lo ricordiamo, sono ancora in attesa di una parte della cassa integrazione dei mesi del precedente lockdown. Le nuove sovvenzioni promesse, il cosiddetto ristoro, se e quando arriveranno non tengono in alcun conto delle criticità che con questo stop alle 18.00 graveranno sui distributori horeca”. 

"Allo stesso tempo chiediamo di sospendere l’inutile chiusura alle 18.00 dei locali, non è anticipando le chiusure che si combatte il contagio, i locali del fuoricasa, come è stato anche dimostrato attraverso autorevoli studi, non sono luoghi di contagio. Penalizzare gestori e distributori con la chiusura anticipata non rende merito al lavoro che svolgono e al contributo che danno all’economia del paese", conclude Di Marino.

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EFA News - European Food Agency
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