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CLARA MOSCHINI

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Filiera Italia insiste, i ristoranti vanno riaperti

Fondi stanziati nel decreto ristori "insufficienti a tutelare chi ha investito e e si è adeguato alle regole"

“Insufficienti a tutelare chi ha investito e si è adeguato alle regole”: questo il giudizio di Luigi Scordamaglia, consigliere di Filiera Italia, sui fondi stanziati nel decreto ristori per la ristorazione. “Chiediamo al Governo di condividere con le Regioni una modifica dell’orario di chiusura dei ristoranti - dice ancora Scordamaglia - o sarà effetto domino sull’intera filiera agroalimentare”. 

Secondo la fondazione del Made in Italy agroalimentare “non è con gli aiuti contenuti nel decreto che si tiene in piedi l’attività e l’occupazione di questi esercizi che con pesanti sacrifici si sono adeguati alle rigide regole stabilite dai protocolli del CTS”. Si prevede, infatti, la perdita di oltre il 60% della clientela e il calo drastico delle vendite di vini formaggi e salumi con un crollo dei prezzi, senza contare che la chiusura del canale della ristorazione rende necessaria la vendita di queste eccellenze attraverso canali che ne penalizzano invece drasticamente il valore.

“Per essere rispettate le regole devono essere supportate scientificamente e francamente la chiusura alle 18 è difficile da giustificare” dice Scordamaglia che sottolinea come questo non faccia altro che mettere sullo stesso piano chi rispetta le regole - e abbia investito per farlo - e chi no. “Nessun altro Paese ha adottato la nostra stessa misura” continuano da Filiera Italia . L’auspicio è che tutte le regioni all'unanimità si accordino con il Governo per modificare la norma considerando anche che qualsiasi regione che aveva l’autonomia di farlo lo ha già fatto o ha annunciato di farlo.

agu - 14346

EFA News - European Food Agency
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