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CLARA MOSCHINI

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Crédit Agricole, i risultati dei primi nove mesi

Utile netto per il gruppo in Italia a 551 mln (-15%)

La banca ha concesso oltre 37.000 prestiti relativi al Dl Liquidità, di cui l’89% con importo fino a 30 mila Euro.

Sono stati resi noti oggi i risultati al 30 settembre 2020 di Crédit Agricole Italia. Il Gruppo, considerando tutte le entità, ha registrato un utile netto pari a 551 milioni di euro (-15% a/a) con un risultato di competenza del Gruppo CA di 423 milioni di euro. La controllata Crédit Agricole Italia ha conseguito nei primi nove mesi del 2020 un utile netto pari a 169 milioni di euro (-29% a/a), dato che include rettifiche straordinarie su crediti a fronte della crisi Covid-19. Il risultato sarebbe pari a circa 200 milioni, escludendo il contributo al Fondo di Risoluzione (FRU) e gli oneri straordinari sostenuti per la gestione dell’emergenza sanitaria.

Sono stati messi a disposizione 11,6 miliardi a quasi 105 mila clienti tra moratorie, prestiti e finanziamenti garantiti dallo stato, di cui circa 2 miliardi già erogati. Nei primi nove mesi dell’anno, il Gruppo ha inoltre concesso oltre 37.000 prestiti relativi al Dl Liquidità, di cui l’89% con importo fino a 30 mila Euro, e proseguito il protocollo di collaborazione con Sace “Garanzia Italia”, volto a sostenere la ripresa del comparto produttivo. Nel terzo trimestre l’andamento dei nuovi prestiti per acquisto abitazione riflette il ritorno ad una produttività ante-Covid con il mese di settembre in crescita rispetto al 2019 (+7% a/a) e con un trimestre globalmente stabile rispetto all’anno precedente. Positivo anche l’andamento del comparto bancassurance che nel mese di settembre, registra un aumento del 12% rispetto a settembre 2019. 

La spinta commerciale si riflette sulla crescita dei volumi: rispetto a dicembre 2019 lo stock degli impieghi aumenta del +8%, la raccolta diretta del +7% e il risparmio gestito del +2%. La ripartenza dell’attività commerciale si accompagna ad una ripresa della redditività, con ricavi che nel terzo trimestre tornano ai livelli dell’anno precedente e con il mese di settembre che registra un aumento del 5% rispetto allo stesso mese del 2019, trainati in particolar modo dalle commissioni di Wealth Management. Prosegue il contenimento degli oneri grazie alle azioni di efficientamento e razionalizzazione. I costi operativi ordinari, registrano un calo del 3,0% a/a nonostante ammortamenti in aumento a seguito della crescita degli investimenti a supporto del business. 

Costante l’attenzione alla qualità degli attivi, dove si registra una ulteriore riduzione dell’incidenza dei crediti deteriorati netti e delle sofferenze nette che si attestano rispettivamente a 3,1% e 1,1%. Le coperture del portafoglio non performing sono in aumento portandosi al 55,3% per i deteriorati e al 70,9% per le sofferenze. Elevato livello di liquidità con Lcr maggiore di 200%. Solida anche la posizione patrimoniale con un Total Capital Ratio pari a 18,3%4 , ed un buffer di capitale ampiamente superiore rispetto al livello minimo assegnato dalla Bce per il 2020. 

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