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CLARA MOSCHINI

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Covid, con il nuovo dpcm stop per il 27% dei pubblici esercizi

Fipe-Confcommercio: “Subito risorse per arginare lo tsunami”

Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi), commenta l'entrata in vigore dell'ultimo Dpcm approvato da governo. "Non c’è pace per i pubblici esercizi italiani. Il nuovo decreto è destinato ad aggravare i problemi di un settore già al collasso". Nei prossimi 30 giorni è prevista, infatti, la sospensione dell’attività di circa 90mila pubblici esercizi, il 27% del totale, con 1,6 miliardi di Euro di consumi in meno e 306mila lavoratori costretti a casa. Tutto questo nelle 5 zone rosse dove verranno applicati i provvedimenti maggiormente restrittivi.

“Quello che si sta abbattendo sulle imprese della ristorazione è un vero e proprio tsunami. Come testimoniano i dati del registro delle imprese del settore camerale, infatti, la situazione dei pubblici esercizi era già drammatica prima dell’ultimo provvedimento, con 10mila imprese in meno tra marzo e ottobre 2020, rispetto allo scorso anno. È dunque quanto mai necessario ampliare la dotazione economica del decreto Ristori e far fronte alle ulteriori criticità che si andranno a creare nelle zone rosse e arancioni”, sottolinea Fipe-Confcommercio.

La Federazione continua affermando che, allo stesso tempo è indispensabile siglare un patto con il sistema bancario, in quanto oggi le imprese vengono percepite come poco affidabili e questo rischia di compromettere anche le misure di sostegno al credito messe in campo dal governo. "Ecco perché non c’è più un minuto da perdere: senza un’iniezione immediata di liquidità, l’ecatombe imprenditoriale e occupazionale rischia di diventare irreversibile”.

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EFA News - European Food Agency
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