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CLARA MOSCHINI

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Covid/3: frena export vino per la prima volta in 30 anni

Coldiretti: "Calo del 3,2% in valore nei primi sette mesi del 2020"

Il terremoto Covid si abbatte sul mondo del vino che per la prima volta in 30 anni registra una frenata dell’export con un calo del 3,2% in valore nei primi sette mesi del 2020 con una storica inversione di tendenza senza precedenti. Ѐ quanto emerge da una analisi di Coldiretti che ha promosso l’incontro “Covid, la sfida del vino Made in Italy”. L'Associazione sottolinea che con il moltiplicarsi dei paesi che hanno adottato misure di contenimento con la chiusura di bar e ristoranti, sale il conto dei danni alle esportazioni di vino italiano che è il più bevuto nel mondo.

Lo scorso anno le esportazioni sono risultate pari a 6,4 miliardi su un totale di 11 miliardi che hanno sviluppato 1,3 milioni di posti di lavoro lungo la filiera. L’Italia ha una produzione di oltre 46 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il proprio ruolo di leader mondiale davanti alla Francia. Un primato consolidato grazie a 504 varietà iscritte al registro viti, con le bottiglie made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt: 332 vini a denominazione di origine controllata, 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita, e 118 vini a indicazione geografica tipica, riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.

“Grazie all'azione dell'Associazione sono state adottate varie misure finalizzate a dare liquidità ai produttori e ridurre le giacenze di vini e di uve della nuova vendemmia ma anche sgravi contributivi, incentivi all’acquisto di vino e prodotti italiani” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “c’è incertezza e preoccupazione fra gli imprenditori, ma l’Italia ha le potenzialità per ripartire meglio degli altri”. Il presidente ha specificato che vanno aiutate le imprese a superare questo difficile momento e va preparata la ripresa con un piano straordinario di internazionalizzazione anche con la creazione di nuovi canali commerciali e una massiccia campagna di comunicazione, "superando l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando, in primo luogo, ad una regia nazionale attraverso un’agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo, valorizzando il ruolo strategico dell’Ice e con il sostegno delle ambasciate".

Prandini conclude specificando che un primo obiettivo è stato raggiunto grazie alla presenza Josè Rallo come primo rappresentante agricolo nel consiglio di amministrazione dell’Ice che viene proprio dal mondo del vino, ma anche con l’arrivo per la prima volta nelle ambasciate italiane della figura del consigliere diplomatico agricolo. "Serve poi recuperare i ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra sud e nord del paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo. Una mancanza che ogni anno rappresenta per il nostro paese un danno in termini di minor opportunità di export e una 'bolletta logistica' più pesante per la movimentazione delle merci".

hef - 14717

EFA News - European Food Agency
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