It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Istat/2, salgono i prezzi al consumo per frutta e verdura

Spostamenti per risparmiare ammessi anche nelle zone rosse

Con le prime file davanti ai supermercati per l’effetto Covid, in controtendenza alla deflazione generale salgono i prezzi al consumo nel carrello della spesa con un rincaro al dettaglio che va dal 9.9% per la frutta al 5,3% per la verdura. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all’inflazione a ottobre che registra una spinta al rialzo del carrello della spesa con +1,2%. Una accelerazione che riguarda al dettaglio sia gli alimenti lavorati che quelli non lavorati mentre i prezzi pagati agli agricoltori e agli allevatori spesso diminuiscono con le quotazioni riconosciute ai produttori che in molti settori non coprono più neanche i costi e mettono a rischio il sistema agroalimentare nazionale.

 Le ultime faq del Governo hanno chiarito che fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti quindi laddove, anche nelle zone rosse e arancioni, il proprio comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati. Con l’attuale emergenza l’invito alla distribuzione commerciale ed ai consumatori è quello di privilegiare sugli scaffali prodotti made in Italy duramente colpiti dalla chiusura anticipata della ristorazione che ha un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre un miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento.

Coldiretti sottolinea un drastico crollo dell’attività che pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori, come quello ittico e vitivinicolo, la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

L'Associazione spiega che l’approvvigionamento alimentare è assicurato in Italia grazie al lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione con 230mila punti vendita tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. "Occorre dunque evitare inutili file che favoriscono le speculazioni e con gli assembramenti ed aumentano il rischio della diffusione del contagio", conclude Coldiretti.

Ulteriori dettagli nel testo integrale con nota metodologica allegato in basso a questa EFA News.

hef - 14794

EFA News - European Food Agency
Related
Similar