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CLARA MOSCHINI

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Istat: prezzi al consumo ottobre 2020 (dati definitivi)

Nic: +0,2% su base mensile e -0,3% su base annua

Secondo i dati Istat definitivi, nel mese di ottobre, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,3% su base annua (da -0,6% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Pur registrando per il sesto mese consecutivo un’inflazione negativa a causa per lo più dei prezzi dei beni energetici (-8,7%), la flessione dell’indice Nic si dimezza rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto all’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati (da +2,7% di settembre a +3,5%) e alla minore ampiezza della diminuzione, che rimane sostenuta, di quelli degli energetici regolamentati (da -13,6% a -7,2%). Accentuano invece la flessione i prezzi dei beni energetici non regolamentati (da -8,2% a -9,4%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,1% a +0,2% e da +0,2% a +0,5%. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei beni energetici regolamentati (+10,5%) e, in misura minore, di quelli dei beni alimentari non lavorati (+0,9%), solo in parte compensata dal calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-1,1%).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a -0,2% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +1,0% a +1,2%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto continuano a registrare una flessione (da -0,1% a -0,2%). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,6% su base mensile e diminuisce dello 0,6% su base annua (da -1,0% di settembre), confermando la stima preliminare.

L’aumento congiunturale dell’Ipca, più marcato rispetto a quello del Nic, è spiegato dalla fine dei saldi estivi prolungatisi anche a settembre e di cui il Nic non tiene conto. I prezzi di Abbigliamento e calzature registrano infatti un aumento congiunturale pari a +4,9% e una marcata attenuazione della flessione su base annua (da -2,3% a -0,2%). La flessione tendenziale dell’Ipca invece, pur attenuandosi, rimane più marcata di quella del Nic poiché da un lato in alcuni casi i saldi continuano anche a ottobre e dall’altro i prezzi dei servizi sanitari e delle spese per la salute si confermano in calo per l’Ipca (da -0,8% a -0,7%), mentre crescono per il Nic (+0,7% come a settembre), a causa dell’abolizione del super ticket intervenuta già a settembre e di cui il Nic non tiene conto. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e una diminuzione dello 0,4% su base annua. 

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime preliminari di ottobre e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria, si veda il testo integrale con nota metodologica allegato in basso a questa EFA News

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EFA News - European Food Agency
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