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CLARA MOSCHINI

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Sugar e Plastic tax: per Federalimentare vanno abolite

In alternativa gli industriali chiedono di spostarle al 2022

"Le limitazioni delle vendite dovute al lockdown e la chiusura del canale Horeca sono condizioni che inevitabilmente porteranno a un ritardo nella ripresa e nel rilancio dei consumi, avendo già determinato per il comparto del food&beverage una riduzione del 40% del fatturato nel 2020 con laprevisione di una contrazione del 25% nel 2021. Non possiamo accettare un'altra mannaia: per questo, abbiamo proposto alcuni emendamenti che speriamo il parlamento recepisca sul rinvio di plastic e sugar tax. Le proposte di emendamento, supportate anche da una lettera ad alcuni ministri, riguardano la necessità di posticipare almeno al 1° gennaio 2022 le due tasse": così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, si esprime sulla questione delle imposte di plastica e zucchero che, secondo quanto scritto nel ddl bilancio, dovrebbero entrare in vigore il 1 luglio 2021.

Federalimentare ha più volte ribadito come plastic e sugar tax siano due tasse da abolire totalmente perché messe in campo per "fare cassa" senza essere in grado di risolvere i problemi di riciclo nel primo caso e nutrizionali nel secondo, gravando però fortemente sulle industrie già prima della pandemia. L'imposta sulla plastica, che colpisce più o meno tutta l'industria alimentare, ad esempio, farà aumentare mediamente i prezzi al consumo del 10% con punte fino al 60% su prodotti con basso valore aggiunto. Non solo: quando entrerà in vigore, si aggiungerà alla levy tax, la tassa europea sui volumi di plastica non riciclata che sarà introdotta a breve. Quella sugli zuccheri, invece, è basata su un approccio opposto rispetto a quello che l'Italia ha scelto giustamente di far valere nelle battaglie europee contro politiche nutrizionali che discriminano cibi specifici, nella convinzione che ogni alimento possa essere mangiato nella giusta quantità. Tutto questo senza contare che è dimostrato come le tasse siano misure economiche inefficaci nel conseguire livelli più elevati di salute pubblica.

"Ma se la nostra posizione di netta opposizione a queste tasse non può essere presa in considerazione, crediamo che almeno nella proposta degli emendamenti in relazione alle tempistiche di entrata in vigore delle due imposte, il Parlamento possa ascoltarci. L'operatività della tassa da luglio 2021 obbligherebbe le aziende già in difficoltà a farsi carico entro poco tempo degli aspetti organizzativi e contabili. Le nostre imprese, invece, hanno bisogno di un periodo ben più lungo per adeguarsi a queste misure. Dobbiamo almeno uscire totalmente dalla pandemia e avviarci verso la ripresa, cosa che non succederà prima della fine del 2021" conclude Vacondio.

red - 15108

EFA News - European Food Agency
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