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CLARA MOSCHINI

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Distribuzione bevande, il calvario degli operatori

Italgrob: "Ad oggi solo promesse, come si è purtroppo rilevato dall’esclusione dei codici Ateco dei distributori nei ristori uno, bis, ter e quater"

Per gli operatori della distribuzione, quello dei decreti Ristori è ormai un sequel di speranze e delusioni. Il Governo, ad oggi, ne ha emanati ben 4, ma in nessuno di questi, nonostante le massicce pressioni, interrogazioni, appelli, grida d’allarme profuse dalla federazione Italgrob, a nome di tutta la categoria, è stato previsto un ristoro alla categoria dei distributori delle bevande. "Le aziende di distribuzione horeca", contesta il presidente della Federazione Vincenzo Caso, "sono legate obbligatoriamente a doppio filo con la ristorazione e l’intrattenimento del fuori casa: chiusi loro, sono di fatto chiuse anche le aziende di distribuzione che li riforniscono. Giustizia vuole che se i gestori sono in qualche modo 'ristorati' devono anche esserlo le aziende commerciali che li riforniscono di prodotti".

Per Italgrob è un’attività di lobby che si è fatta ancora più pressante proprio in questi ultimi giorni, in vista delle presentazioni delle proposte emendative alla legge di bilancio. "Ma ad oggi solo promesse, come si è purtroppo rilevato dall’esclusione dei codici Ateco dei distributori nei ristori uno, bis, ter e quater". Il direttore generale Dino Di Marino, chiede interventi certi e urgenti, considerando che il Dpcm Natale imporrà almeno fino a dopo il 6 gennaio le strette sui locali, oltre ai divieti di circolazione. La distribuzione horeca quest’anno perderà oltre il 45% del fatturato. Facendo leva su queste perdite che mettono a rischio oltre mille aziende di distribuzione e con loro decine di migliaia di occupati, e prendendo in parola le stesse dichiarazioni del premier Conte “Non lasceremo indietro nessuno”, come quelle del ministro Gualtieri “Saremo a fianco di tutte le imprese in difficoltà”, la Federazione chiede a nome di tutta la categoria che queste promesse vengano mantenute, al fine di ristabilire equità e rispetto. 

"Urge riservare appositi fondi per il comparto distributivo destinati ad indennizzare in percentuale le gravose perdite di fatturato 2020 su base 2019. In questi giorni abbiamo presentato un nostro emendamento sulla legge di bilancio per il 2021: chiediamo l’inserimento di un fondo ad hoc per le aziende di distribuzione della filiera horeca colpite dalla chiusura della ristorazione, simile al fondo per la ristorazione previsto dal Mipaaf. Riscontriamo che nell’art 21 del ristori quater si parla di un 'fondo perequativo' e quindi delle risorse a disposizione ancora ci sono; pretendiamo vengano indirizzate a ristorare la categoria. Attendiamo di capire tempi e modalità di acceso a questi fondi, ma vogliamo risposte tempestive. Il tempo delle speranze è finito da un pezzo, ora gli imprenditori della distribuzione horeca hanno il diritto di avere delle certezze”, conclude Di Marino. 

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EFA News - European Food Agency
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