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CLARA MOSCHINI

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Bellanova: "Fondi del Recovery per il futuro della filiera agroalimentare"

L'intervento della Ministra all'assembla Uniceb

"Siamo consapevoli che la filiera zootecnica è ancora in forte sofferenza, in particolare il comparto bovino e quello suinicolo. E’ evidente che oggi il nostro obiettivo prioritario è quello di salvaguardare la vitalità e la competitività delle imprese, sostenendole in questo passaggio delicatissimo e ponendo le basi per costruire il futuro del nostro Paese. In un momento così drammatico per l’economia mondiale è indispensabile rafforzare il confronto e sostenere scelte fondamentali per la filiera agroalimentare, che ha dimostrato di essere l’unica in grado di affrontare la pandemia senza far mai mancare ai cittadini i beni di primaria necessità”.

Così la Ministra Bellanova intervenuta all’assemblea Uniceb, organizzazione che in campo nazionale, comunitario ed internazionale cura e tutela gli interessi della filiera delle carni, dall’allevamento del bestiame sino alla trasformazione e commercializzazione delle carni e dei prodotti.

“Questo comparto – ha proseguito la Ministra - ha sofferto il crollo del settore Horeca e si trova a dover fronteggiare la brutta insidia che viene adesso dalla peste suina. Sul tema, come sapete, abbiamo proposto l’adozione di un Piano Nazionale di prevenzione e contenimento per un’azione coordinata con le Regioni”.

“In questa fase siamo impegnati su più fronti ma sempre con un unico obiettivo: futuro della filiera agroalimentare, rilancio del Paese, interesse nazionale, coincidono”, ha detto ancora Bellanova”, e per questo Legge di bilancio, Strategia agricola e agroalimentare nel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, costruzione della nuova PAC, sono fortemente intrecciate. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato con i fondi del Recovery, deve avere un cuore agricolo. Gli interventi previsti dal PNRR dovranno accompagnare il processo di transizione verde del sistema economico e sociale del nostro Paese, potenziandone la capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e alle crisi di diversa natura. Dobbiamo mettere a frutto gli oltre 200 mld in progetti realizzabili ed efficaci. E dobbiamo farlo tenendo legate programmazione, attuazione, capacità di spesa. Senza delegare ad altri, esautorando Ministeri, Regioni e Parlamento. Il nostro impianto è chiaro: filiere, infrastrutture, logistica, prevenzione e contrasto del dissesto idrogeologico, tutela del paesaggio, recupero delle aree interne dove l’agroalimentare, e la filiera zootecnica in particolare, possono giocare un ruolo fondamentale.

D’altra parte la rilevanza dei contratti di filiera è evidente, strumenti che si sta rilevando molto interessante perché in grado di creare sinergia tra sostegno pubblico e investimenti privati, contribuendo al riequilibrio dei rapporti tra i vari componenti. Ad oggi, per il settore zootecnico ne sono stati attivati 10, con assegnazione di contributi in conto capitale pari a 55 milioni di euro, in abbinamento alla concessione di finanziamenti agevolati per 103 milioni di euro, con un risultato finale di 285 milioni di euro investiti per lo sviluppo delle filiere zootecniche”.

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EFA News - European Food Agency
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