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CLARA MOSCHINI

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Federvini e Federturismo si appellano al Governo

"Stretta di fine anno colpo di grazia al turismo, all’ospitalità e al settore dei vini, degli aperitivi, dei distillati e dei liquori che ne sono parte integrante"

Le associazioni di categoria, Federvini e Federturismo, scrivono in una nota condivisa: "Le ultime misure varate dal Governo sono certamente necessarie per evitare la diffusione della pandemia, tuttavia non possiamo ignorare che, agli ultimi mesi di forte contrazione, si aggiunge questa stretta di fine anno. Un vero e proprio colpo di grazia inferto ai settori del turismo, dell’ospitalità e al settore dei vini, degli aperitivi, dei distillati e dei liquori che ne sono parte integrante in quanto prodotti collegati ai territori e alla convivialità".

Secondo Leonardo Vena, proprietario e responsabile commerciale di Lucano 1894, la vocazione turistica del nostro paese è un patrimonio di immenso valore. Tuttavia, la perdita che stiamo vivendo nei canali del “fuori casa” del – 43% incide moltissimo sugli operatori. "Il Governo deve prestare attenzione alle nostre richieste: abbiamo bisogno, da un lato, di semplificare gli oneri amministrativi con la cancellazione del contrassegno di Stato, strumento ormai obsoleto, dall’altra di diminuire le accise sulle bevande spiritose e i prodotti alcolici intermedi". "La scoperta del territorio e delle sue specialità, soprattutto in particolari momenti dell’anno come l’approssimarsi delle festività natalizie, passa attraverso la conoscenza della gastronomia e delle produzioni tipiche dei vini che contraddistinguono le tradizioni culinarie locali: l’Umbria ne è un bellissimo esempio e l’Italia intera vanta una ricchezza ineguagliabile ed inimitabile", dichiara Chiara Lungarotti, amministratore delegato della Cantina Lungarotti. 

"Il turismo alimenta una catena del valore lunghissima ed è attivatore di molte altre filiere produttive tra le quali quella del vino", afferma il presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli, "ed è inammissibile che le istituzioni continuino a non comprendere il valore aggiunto che il settore può apportare all’economia dell’intero paese. L’enoturismo costituisce ormai un vero e proprio patrimonio economico, sociale e culturale per l’Italia e rappresentando la perfetta sintesi tra produzione e territorio può trasformarsi in un potente driver di promozione turistica". Lalli afferma che un turista su 4 sceglie l’Italia mosso dalla curiosità di degustare i prodotti locali e di scoprire i luoghi di produzione e il vino è vissuto sempre più come cultura ed esperienza da condividere, attraverso la quale entrare in contatto con un luogo in modo più immediato. "Quello che chiediamo al Governo è di intervenire subito con risorse adeguate ed un piano strutturato di medio-lungo periodo per salvaguardare il nostro settore, altrimenti l’Italia nei prossimi anni sarà destinata a soccombere nel confronto con gli altri paesi".

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EFA News - European Food Agency
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