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CLARA MOSCHINI

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Natale, pesce alla vigilia per 15 mln di famiglie

Fatturato ittico delle feste a -25%, segnala PescAgri-Cia

Covid e stretta sugli spostamenti non toglieranno agli italiani il menù di pesce, tipico della vigilia di Natale e della notte di San Silvestro. Sarà portato a tavola in 2 case su 3, con una spesa media di 70 Euro a nucleo, rispetto ai 90 dello scorso anno. Per circa 15 milioni di famiglie la scelta del menù sarà orientata a ricette povere della tradizione con tonno e baccalà o pesci come l’orata per piatti non troppo elaborati. A tracciare una stima è l’analisi di PescAgri, l’associazione pescatori Italiani promossa da Cia e che conta già per il settore ittico, in questo 2020, un calo del fatturato oltre il 40%. Segno negativo dovuto a eccedenza del prodotto e calo dei prezzi per effetto soprattutto delle restrizioni su ristoranti, catering e hotel.

A condizionare radicalmente i consumi di pesce durante le feste, spiega AgriPesca-Cia, l’impatto del Dpmc sui cenoni, rigorosamente a casa e, si presume, per non più di 6 persone, almeno il 24 dicembre. Quest’aspetto ridimensionerà in proporzione, le quantità acquistate che in media per la spesa di Natale e Capodanno, non andranno oltre i 3 kg a carrello. Si tenderà a essere più precisi nelle porzioni, ma anche a scegliere il pesce fresco. Vinceranno i piatti tipici della vigilia, quindi sulle coste italiane, quelli più legati alla cucina a base di pesce locale e per ricette elaborate, mentre nell’entroterra si prediligeranno quelle più essenziali, con prodotto fresco e trasformato. Baccalà e tonno, ma anche alici, sarde e sgombri, orate e spigole avranno la maggiore sul pescato più pregiato. Molluschi e crostacei, protagonisti delle feste in ristoranti e hotel, vivranno, invece, un serio calo.

Rendono, riferisce PescAgri-Cia, i dati del mercato Ittico all'ingrosso di Chioggia, che oggi conta 2 sole giornate di lavoro a settimana, quando soprattutto a fine anno, prima del Covid, si è sempre lavorato senza sosta. Ne sono conseguenza le perdite importanti, già registrare a novembre, in termini di volumi del prodotto locale: crostacei (-31%), pesce bianco (-17%) e molluschi che reggono meglio (-5%). Quanto al valore economico, il pescato di Chioggia è già a -22% per il solo mese di novembre rispetto al 2019. Rispetto al 2019, il prodotto estero a novembre ha fatto in termini di volumi un -78%. Il quadro nazionale si attesta più o meno sulle stesse cifre e mette in guardia sul rischio per il fresco e il made in Italy. Il settore ittico perderà con le sole festività 300 milioni di Euro di fatturato.

"Difficile pensare a cenoni ristretti per Capodanno, ma esclusa la ristorazione, per oltre 5 milione di italiani sarà comunque inevitabile la cucina di casa. Davvero a poco servirà quel 15% di consumatori propensi al menù take away. Questo trend vale complessivamente circa 5 mld, mentre le restrizioni imposte all’horeca, hanno tolto finora al settore alimentare, quasi 41 miliardi", aggiunge PescAgri-Cia.

hef - 15618

EFA News - European Food Agency
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