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CLARA MOSCHINI

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Sars-Cov-2 isola la Gran Bretagna

Variante "inglese" del virus blocca i commerci, a rischio export di cibo e bevande made in Italy

Il blocco dei trasporti via terra, dei traghetti e dei voli mette a rischio oltre 9,3 milioni di Euro di cibo e bevande made in Italy che vengono esportate in media ogni giorno in Gran Bretagna che è al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in riferimento all’emergenza generata dalla nuova variante "inglese" del Covid con limiti anche nel trasporto degli alimentari su gomma, sui traghetti e per via aerea. 

Infatti la variante "inglese" del Covid che si propaga più velocemente fa paura e crea ulteriore scompiglio in un continente già alle prese con una complicata gestione della pandemia durante le feste di Natale: così praticamente tutta Europa, inclusa l'Italia, ha deciso di sospendere i voli con la Gran Bretagna. Ma la mutazione del virus circola già nel continente e l'Italia ha annunciato di aver riscontrato una coppia positiva alla nuova variante. E' una donna italiana il paziente su cui è stato riscontrato per la prima volta anche in Italia il genoma del virus Sars-Cov-2 con la variante britannica. Il blocco ha, tuttavia, ulteriori conseguenze sull'import-export del food e beverage italiano.

Come sottolinea l'Associazione, attualmente le esportazioni agroalimentari italiane in Gran Bretagna sono in leggero aumento anche nel 2020 nonostante le difficoltà generate dalla pandemia per la tendenza ad accumulare scorte ed evitare l’arrivo di dazi e ostacoli amministrativi e doganali per effetto della Brexit. Se complessivamente le esportazioni agroalimentari italiane hanno raggiunto nel 2019 il valore di oltre 3,4 miliardi di Euro dopo il vino, che complessivamente ha fatturato sul mercato inglese quasi 771 milioni di Euro, spinto dal Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti ci sono i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell’olio d’oliva. "Importante anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno ai 85 milioni di Euro", conclude Coldiretti.

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EFA News - European Food Agency
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