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CLARA MOSCHINI

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Agricoltura Italiana, prima nella classifica Eu

Valore aggiunto di 31,3 miliardi di Euro, seguono Francia e Spagna

L’agricoltura italiana si classifica nel 2020 al primo posto in Europa per valore aggiunto con 31,3 miliardi di Euro davanti a Francia (30,2 miliardi di Euro) e Spagna (29,3 miliardi di Euro), anche se pesano gli effetti dell’emergenza Covid, con un calo del valore aggiunto lordo ai prezzi base del 6,1% in volume, e le unità di lavoro che sono diminuite del 2,4%. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2020.

Sulla manodopera si sono sentiti gli effetti della chiusura delle frontiere in un settore con una forte presenza di lavoratori stranieri, anche per la mancanza di strumenti flessibili come i voucher semplificati per consentire pure a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione. Sui risultati economici del settore ha pesato la drastica riduzione dell’attività che riguarda la vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. "In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi, dai formaggi fino ai tartufi", afferma Coldiretti.

Perdite dirette e pesanti si sono avute nel comparto del florovivaismo con le chiusure e lo stop a cerimonie ed eventi che hanno costretto a portare al macero fiori e piante mentre l’agriturismo è stato travolto dal crollo del turismo e dalle chiusure forzate con perdite stimate in almeno un miliardo di Euro. "Si sono inoltre verificati gravi fenomeni speculativi, come rilevato anche dall'Antitrust per esempio sul prezzo del latte ma anche in altri settori dove i compensi riconosciuti agli agricoltori sono scesi anche sotto i costi di produzione" continua l'Associazione.

Vanno infine segnalati gli effetti dell'aumento dei costi che, hanno colpito soprattutto le stalle per l'impennata delle quotazioni delle materie prime per i mangimi, con il 2020 che si è chiuso con un balzo nelle quotazioni internazionali dei principali prodotti agricoli, dal mais che registra il massimo incremento del decennio, alla soia che raggiunge il picco da sei anni e mezzo, secondo il bilancio della Coldiretti alla chiusura annuale del Chicago Bord of Trade (Cbot). I risultati economici del 2020, sottolinea la Coldiretti, confermano che l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro.

“Per cogliere una opportunità unica abbiamo elaborato e proposto per tempo progetti concreti immediatamente cantierabili per l’agroalimentare con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni”, afferma il presidente dell'Associazione Ettore Prandini che invita a non trascurare nel Recovery Plan le opportunità che vengono dalle campagne di digitalizzazione delle aree rurali, recupero terreni abbandonati, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari dai cereali all’allevamento, dalla quarta gamma fino all’olio di oliva. "Bisogna ripartire dai nostri punti di forza e l’Italia è prima in Europa per qualità e sicurezza dell’alimentazione dove è possibile investire per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero", conclude Prandini.

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EFA News - European Food Agency
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