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CLARA MOSCHINI

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Salvo per il rotto della cuffia il mercato delle macchine agricole 2020

Una perdita del 3,4% con 17.944 trattrici immatricolate. Ma poteva andare peggio

La crisi da covid non ha risparmiato nessuno, nemmeno il mercato delle macchine agricole. Lo dicono i dati diffusi da FederUnacoma, elaborati sulla base delle registrazioni fornite dal ministero dei Trasporti, sulle immatricolazioni nazionali di macchine agricole nel 2020, un anno difficile a livello nazionale ed europeo. Il 2020, insomma, chiude in calo per quasi tutte le tipologie di mezzi ma con risultati meno negativi e perdite più contenute del previsto. Le trattrici perdono il 3,4% sul 2019 e il dato finale di 17.944 unità, raggiunto grazie allo sprint finale dei mesi di novembre (+38,5% trattrici immatricolate sul 2019) e dicembre (+38%), tutto sommato spinge il mercato non così lontano dalle 20 mila macchine.

Le mietitrebbiatrici calano del 2,6% (302 unità) ma segnano un +200% a novembre e dicembre, i rimorchi perdono il 12,1% (7.862 unità) con incrementi del 6% a novembre e del 20% a dicembre. Sono perfettamente allineate con il 2019 le trattrici con pianale di carico (564 unità) che hanno avuto una crescita di oltre il 43% a novembre e di quasi il 38% a dicembre. Si confermano forti i sollevatori telescopici che non abbandonano il trend positivo degli ultimi anni e segnano una crescita del 6,3% (956 unità) con picchi rispettivamente di +81 e +25% a novembre e dicembre.

Alcune importanti regioni hanno subito per le trattrici un calo di vendite maggiore rispetto al dato medio nazionale. Tra queste, l'Emilia Romagna -34,3%, la Lombardia -8,9% e il Veneto -9,7%. Altre regioni, sempre tra quelle di maggior peso nel mercato della meccanica agricola, hanno addirittura chiuso con significativi incrementi: ne sono esempi il Piemonte +24,6%, la Puglia +9,1% e la Sicilia +5,5%. 

A livello nazionale il mercato ha trovato una buona situazione per l'export, in crescita del 2,5% in valore, con Stati Uniti, Germania e Francia come principali sbocchi dell'esportazione nazionale. Il fatto è che il mercato interno nel 2020 si è trovato di fronte un mercato europeo in contrazione sulle potenze sopra i 300 cavalli (-3,5%). A livello continentale, il mercato è entrato in recessione, a dicembre 2019 secondo il Cema barometer, fermo a poco più di 180 mila trattrici immatricolate, trovandosi di fronte un altro mercato, quello statunitense che ha chiuso il 2019 a quota 245 mila unità immatricolate (+3,6% sul 2018). L'Italia, all'epoca, è rimasta al palo delle circa 18 mila unità nuove ma con una crescita del 5,3% per quelle usate, arrivate a 39 mila macchine vendute in un anno.

Detto questo, tornando al 2020, il mercato italiano non ha fatto nemmeno in tempo a riprendersi dai contraccolpi di un mercato continentale in recessione che è arrivato il covid, con il conseguente blocco della produzione per il comparto della meccanica agricola partito, per qualcuno, già a metà marzo 2020: il crollo delle vendite nazionali, con perdite del 34% per i trattori e addirittura del 39% per i rimorchi, è stato immediato e significativi sono stati i ridimensionamenti delle previsioni di turnover da parte di molti player del settore.

Circa un 50% del comparto produttivo di macchine agricole ha optato per lo stop immediato, la restante parte è rimasta produttiva ma ha dovuto affrontare diverse difficoltà tra cui la mancanza di componenti made in Italy, sentita anche da diversi produttori europei che, invece, non sono mai stati costretti a cessare la produzione. Si è dovuto attendere il dpcm del 26 aprile scorso per far ripartire la produzione di macchine agricole anche in Italia, mentre, solo con l'arrivo della stagione estiva e il ritorno a una normalità apparente, è migliorata la percezione del mercato in Europa, secondo la rilevazione del Cema barometer. 

L'Europa si è avviata verso una lieve ripresa dei mercati ma il primo semestre (gennaio-giugno) si è comunque chiuso con risultati positivi per l'immatricolato di trattrici solo negli Stati Uniti e Russia. L'Europa ha perso il 12% con 68.831 mezzi immatricolati, trascinando verso il basso anche l'Italia che ha perso il 18%, recuperato, in parte, ad agosto arrivando a un -15%.

A settembre gli Stati Uniti hanno registrato un +14,7%, sono cresciuti l'India (+4,7%), il Canada (+8,9%) e la Russia (+0,7%). L'Europa si è rialzata in parte e l'Italia si è portata in zona verde per tutti i segmenti tranne i rimorchi, registrando a settembre un +20% sullo stesso mese del 2019 per le trattrici con 1.512 immatricolazioni ma tornando poi, ad ottobre, ad a un più mite +7,5%.

Il bilancio del primi dieci mesi del 2020, quindi, non è stato positivo, ma poteva andare peggio: per i trattori si è registrata una perdita di 10 punti percentuali che, in confronto ai risultati dei comparti automotive (-34,2%), veicoli industriali (-9,6%) e veicoli pesanti il (-19,6%), colloca la meccanica agricola sul podio. Novembre e dicembre 2020, poi, hanno fatto registrare una netta impennata delle vendite che ha in parte compensato il crollo registrato fra marzo e maggio.

"L'emergenza sanitaria - spiega FederUnacoma - ha condizionato gli investimenti per l'acquisto di mezzi nuovi, e dunque le vendite risultano in calo per trattrici, mietitrebbiatrici e rimorchi, mentre si mantengono stazionarie per le trattrici con pianale di carico o motoagricole. Gli incrementi di fine 2020 - osserva FederUnacoma - potrebbero anticipare una fase di ripresa, anche in virtù del rinnovo del credito d'imposta per il 2021, destinata a caratterizzare i primi mesi del nuovo anno. L'andamento del mercato resta comunque subordinato agli effetti della pandemia, che registra una recrudescenza e che continua a pesare come una grave incognita".

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EFA News - European Food Agency
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