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CLARA MOSCHINI

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Regione Liguria appoggia la rivolta dei ristoratori

Benveduti, assessore al Commercio: "Categorie vessate da una gestione governativa assurda"

I ristoratori liguri proseguono la loro battaglia per tornare al lavoro a tempo pieno, protestando a gran voce contro le misure del governo restrittive per via della nuova impennata del covid. Ieri al grido di fateci riaprire, ristoratori, baristi e pasticceri genovesi e liguri si sono ritrovati nuovamente in piazza, dopo la manifestazione del 7 gennaio scorso, per chiedere maggiore attenzione a una categoria che ormai da mesi fa i conti con chiusure e riaperture lampo a seconda della classificazione di rischio per colori. La manifestazione, davanti alla Prefettura di Genova, è nata sotto l’egida di quella nazionale che risponde all’hashtag #ristoratoriuniti: Fateci ripartire. La richiesta è stata unanime, soprattutto dopo lo stop all’asporto dopo le 18 stabilito con il nuovo dpcm: riaprire le porte ai clienti rispettando tutte le misure di sicurezza cui si sono adeguati, e uscire da un’incertezza che non consente a oggi neppure di programmare gli approvvigionamenti.

Regione Liguria si è schierata nuovamente a fianco dei contestatori. “Per i nostri ristoratori è iniziata un’altra settimana di sacrifici - scrive sulla pagina Facebook il governatore Giovanni Toti - Per questo ieri, mentre in tanti manifestavano in piazza a Genova per chiedere di tornare a lavoro, ho voluto incontrarne una delegazione, per ribadire ancora una volta che siamo dalla loro parte. I dati sulla diffusione del virus in Liguria sono in continuo miglioramento e speriamo dalla prossima settimana di tornare in zona gialla per dare un po’ di respiro a questa categoria che ha già patito molto a causa della pandemia. Ma questo non basta - prosegue Toti - come non basta sostenere i nostri ristoratori con asporto e consegne a domicilio, anche se non abbiamo smesso di farlo. Le aperture e le chiusure a singhiozzo hanno danneggiato ulteriormente le nostre attività, il tempo delle promesse è scaduto: al governo chiediamo ristori immediati ed efficaci e soprattutto certezze per il futuro di tante famiglie, quelle dei ristoratori e di tutte le attività colpite dalle misure restrittive” .

A fianco dei ristoratori anche l'assessore regionale allo Sviluppo economico e al commercio, Andrea Benveduti. "Il tessuto produttivo italiano è in ginocchio e nessuno dal governo si è fatto carico di sostenere compiutamente le attività economiche - dice Benveduti - Ancora una volta non possiamo che associarci alle preoccupazioni delle categorie della ristorazione, vessate da una gestione governativa assurda che somma incomprensibili e schizofreniche chiusure a una politica risarcitoria così inadeguata da risultare offensiva. Dopo ingenti sforzi per adeguarsi alle normative di sicurezza, da noi sostenuti con quasi 20 milioni di euro di contributi a fondo perduto - prosegue Benveduti - è stato detto loro di richiudere, per poi riaprire con forti limitazioni. Un continuo stop and go che è, per natura, contrario allo spirito imprenditoriale dei nostri ristoratori, che chiedono una chiara e definita programmazione. Per di più - aggiunge l'assessore - seppur privi di alcuna evidenza scientifica, li si è tacciati di essere untori della pandemia, senza tutelarli nella loro dignità di lavoratori. Leggiamo inoltre che, a quasi un anno dall'emergenza covid - dice ancora Benveduti - almeno un milione e 200 mila lavoratori non hanno ancora ricevuto l'assegno della cassa integrazione: un ulteriore danno economico per aziende che si sono fatte carico di anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti. Al governo chiediamo procedure idonee e mirate per consentire agli operatori di lavorare, senza scivolare nella soluzione più banale - conclude Benveduti - E l'erogazione finalmente di sostanziosi contributi a ristoro dei danni economici subiti, come avviene in altri paesi europei che arrivano fino all'80% del mancato fatturato".

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EFA News - European Food Agency
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