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CLARA MOSCHINI

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Sace, il report sull’export territoriale nel 2020

Le dinamiche di regioni e province/Allegato

Pubblicato il "Focus On sull’export territoriale" realizzato dall’ufficio studi di Sace che ha condotto un’analisi sulle dinamiche dell’export di province e regioni italiane e delle singole specializzazioni, aggiornando anche la Italy Map, uno strumento online sul sito di Sace nel quale è possibile consultare le schede regionali con alcuni indicatori, come popolazione, Pil, imprese attive, Pmi, operatori del commercio estero, il valore dell’export, settori di punta e le performance storiche dell’export regionale, per poi scendere nel dettaglio dei dati relativi alle singole province.

Dallo studio si evince che l’export italiano è profondamente diversificato a livello territoriale. Ciascuna provincia presenta peculiarità produttive ed è proprio tale livello di specializzazione a rendere il made in Italy un unicum nello scenario mondiale e ha permesso la tenuta di diverse realtà territoriali nonostante la crisi. I dati di dicembre evidenziano per i primi nove mesi del 2020 un forte calo dell’export su quasi tutto il territorio nazionale rispetto allo stesso periodo del 2019 (-12,5%), con una dinamica meno negativa della media nel Mezzogiorno (ad esclusione delle isole) grazie alle ottime performance dei prodotti agroalimentari e del Molise, che ha registrato una crescita delle vendite oltre confine significativa (+31,4%).

Sebbene il calo dell’export riscontrato nei primi tre trimestri del 2020, tra luglio e settembre si nota una generale ripresa delle vendite all’estero (+24,1% congiunturale), che sono tornate quasi ai livelli del primo trimestre del 2020. Lo shock pandemico ha messo ancor più in risalto le potenzialità inespresse dell’export del Mezzogiorno, potenzialità che potrebbero essere sviluppate nel prossimo futuro sia verso quelli che sono già importanti partner commerciali (come Stati Uniti, Francia e Germania), sia verso geografie ancora poco conosciute ai prodotti meridionali. Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte, che pur continuano a giocare ruoli da protagoniste per l’export nazionale, hanno visto un calo in quasi tutti i settori esportativi, in particolare nella meccanica e nel tessile e abbigliamento; il comparto agroalimentare, anche in queste regioni, è quello che ha saputo contenere maggiormente gli effetti negativi e in alcuni casi addirittura accrescere le proprie vendite oltre confine.

La meccanica strumentale ha subito una contrazione in tutte le regioni d’Italia, provocando in particolare una flessione in quelle, come Lombardia e Piemonte, per le quali il settore è significativamente importante. Alcune categorie di prodotto sono riuscite a mantenersi positive nonostante le difficoltà presenti nei settori a cui appartengono: è il caso del mobilio forlivese, del comparto moda di Arezzo, nonché dei macchinari agricoli del padovano e vicentino.

In allegato il "Focus On sull’export territoriale" completo. 

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EFA News - European Food Agency
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