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CLARA MOSCHINI

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Ferro13 chiude il 2020 a +146% sul fatturato B2C

Intervista esclusiva con Gabriele Stringa, co-founder della cantina veronese

Il lockdown non frena l’espansione all’estero della cantina veronese, che si affaccia sui mercati di Ucraina, Corea del Sud e Kazakistan.

La cantina veronese Ferro13, novità nel panorama vitivinicolo italiano, chiude il 2020 con un aumento a tre cifre (+146%) sul fatturato B2C, mantenendo a 165.000 il numero di bottiglie vendute. La crescita è stata trainata, oltre che dalle vendite attraverso e-commerce, da due referenze: The Lady, Pinot Grigio Doc delle Venezie, e The Boss, Prosecco Doc Millesimato Extra Dry. Gabriele Stringa, co-founder di Ferro13, ripercorre con Efa News quest'anno così particolare e guarda con ottimismo a un 2021 che sarà caratterizzato da investimenti, nuove referenze e da un forte orientamento all'estero. 

Come si è chiuso il 2020, anno difficile per tutti e per il vino in particolare?

Il 2020 è un anno che sarà ricordato da tutti per aver stravolto il mondo intero, compreso quello del vino. In base al proprio posizionamento sul mercato, si è avuto il polso della fragilità di alcuni sistemi che dovranno per forza essere rivisti in futuro per non trovarsi più nel limbo dell’incertezza.

Quanto ha influito la chiusura dell'Horeca sul business?

La chiusura del settore Horeca ha creato indubbiamente una serie di difficoltà sul business che è stato possibile assottigliare solo con un miglioramento in altri Paesi in cui il settore è riuscito a ripartire. L’essere presente in più Paesi nel mondo è stata sicuramente la chiave per resistere, oltre ad aver creato nel tempo una forte community, che ha sempre mostrato attaccamento e senso di appartenenza al nostro brand.

Quali nuovi progetti ci sono in cantiere?

L’azienda guarda al 2021 con ottimismo grazie all’implementazione di facilities, che supporteranno tutte le novità dell’anno in corso, e forte del lancio di due nuove referenze: The Boss Rosé, il nuovo prosecco rosé, e il Vermouth di Torino Old. Il 2021 si è aperto con importanti segnali positivi, dovuti anche all’introduzione delle nuove referenze e a una maggiore richiesta. Contiamo di dar seguito al percorso intrapreso attraverso una continua relazione diretta con i nostri clienti, che speriamo di poter presto “riabbracciare”.

Quali sono i prodotti più performanti?

Per fortuna tutta la linea performa molto bene, anche se alcuni Paesi prediligono maggiormente alcune referenze, mentre altri sono più orientati alle bollicine.

In quali mercati siete presenti e quali nuovi mercati esplorerete?

Siamo presenti in 47 Paesi nel mondo, dal Canada al Kenya, dall’Inghilterra fino alle Filippine. Abbiamo recentemente aperto il mercato kazako e ucraino e, in Asia, quello della Corea del Sud. L’obiettivo è quello di consolidare maggiormente la presenza in ciascun Paese e ampliare le interazioni in America e nel Sud-Est Asiatico.

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EFA News - European Food Agency
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