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CLARA MOSCHINI

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Winelivery vuole arrivare anche nelle piccole città

Intervista esclusiva al Ceo e founder Francesco Magro

Sono numeri da record quelli registrati nel 2020 da Winelivery, il servizio di consegna in 30 minuti di vino, drink, bevande e snack alla temperatura ideale. Ne abbiamo parlato con il Ceo e founder Francesco Magro.

700mila download della app e un fatturato di 7,5 milioni di euro, in crescita del 600% rispetto all'anno precedente: sono numeri da record quelli registrati nel 2020 da Winelivery, il servizio di consegna in 30 minuti di vino, drink, bevande e snack alla temperatura ideale. Lanciata a gennaio 2016 a Milano, la piattaforma è attiva in tutt'Italia e punta a crescere ancora, arrivando anche nei piccoli centri. L'ambizioso piano di sviluppo previsto per il quadriennio 2021-2024 farà leva sulle risorse raccolte con l'ultimo round di investimento, concluso a dicembre con l'ingresso di nuovi soci e la conferma di quelli esistenti. Ne abbiamo parlato con il Ceo e founder Francesco Magro.

Come si è chiuso il 2020 per Winelivery?

Winelivery chiude il 2020 con risultati davvero superlativi: crescita superiore al 600%, ma allo stesso tempo con Ebitda positivo, un tasso di penetrazione dell’app sulla popolazione italiana superiore all’1,2%, grazie alle oltre 700mila app scaricate, e 7,5 milioni di euro di fatturato consolidato, 6 volte quello del 2019.

Quali sono le previsioni per il 2021?

Ci aspettiamo un anno di consolidamento della crescita in Italia che porterà a regime tutte le nuove aperture. Nei numeri, puntiamo a raddoppiare il risultato ottenuto nel 2020.

Quale il segreto del vostro successo?

Si può affermare che Winelivery non abbia dei veri e propri competitor, sul mercato ci sono però diversi comparables come gli e-commerce di vino tradizionali e le enoteche. Rispetto agli altri player Winelivery offre un servizio di consegna superiore, ma al contempo accessibile per il consumatore finale, deliverando alla temperatura di consumo e in meno di 30 minuti raggiungendo in maniera capillare tutte le principali città italiane.

In quali mercati, settori o aree vi state espandendo?

Ad oggi l’espansione è principalmente geografica, stiamo infatti puntando ad entrare in maniera più capillare nel territorio italiano offrendo il servizio di last mile delivery in più città possibile.

Il funding appena concluso a quale sviluppo sarà destinato?

Le risorse raccolte saranno destinate a tre progettualità principali. Il punto più importante è sicuramente quello il consolidamento della nostra posizione di leadership in Italia nel settore del beverage on demand cui si affianca un piano di investimento utile ad accelerare il ramp-up delle tante e recenti nuove aperture. Un secondo luogo, andremo a testare un nuovo concept dedicato alla provincia: il Winelivery Pop, un wine-bar con servizio di delivery che permetterà anche in città meno densamente popolate di godere del servizio in 30 minuti e alla temperatura di degustazione esattamente come oggi accade nei grandi centri. Non può mancare anche qualche novità tech: questo 2021 vedrà un’evoluzione della tecnologia, dopo aver rilasciato l’anno scorso il nuovo sito Winelivery si prepara ad offrire al mercato la sua nuova app!

Pensate a un nuovo round di investimenti? A cosa sarà destinato?

Abbiamo nella testa un potenziale nuovo round dedicato all’espansione internazionale, ma oggi non crediamo ci siano le condizioni socio-economiche per affrontare tale progettualità.

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