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CLARA MOSCHINI

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Etilika vuole crescere in qualità e quantità

Intervista esclusiva al fondatore Michele Trotta

Etilika, la società di e-commerce specializzata nella vendita online di vini italiani, champagne e superalcolici, chiude un anno di forte crescita e porta a 1 milione di euro la sua campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd. Ne abbiamo parlato con il fondatore Michele Trotta.

In appena un anno e mezzo di vita, Etilika ha già tagliato traguardi di tutto rispetto. L'e-commerce di vini italiani, champagne e superalcolici, fondato a Roma nel 2019, ha chiuso il 2020 con un fatturato di 2,7 milioni di euro e ha lanciato una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, per poi ampliarla fino al milione di euro. Abbiamo chiesto al fondatore, Michele Trotta, di tirare le fila di un anno senza dubbio straordinario e di darci qualche anticipazione sulle prossime linee di sviluppo.

Cos'è Etilika e quando è nata?

Etilika nasce a metà del 2019 con l’obiettivo di diventare rapidamente il luogo dove trovare la più vasta e curata selezione di vini fermi italiani di qualità. Questo progetto, infatti, unisce l’esperienza dei soci nel settore vinicolo e i rapporti consolidati con i più blasonati produttori alle competenze digital che ho sviluppato rivestendo sin dal ‘94 ruoli apicali in diverse società operanti nei settori delle Tlc e Ict. Etilika si configura dunque come un “ibrido digitale” che si esprime nell'equilibrio fra l’off e l’online che rende il prodotto e i produttori i veri protagonisti: mettiamo infatti grandissima attenzione alla selezione delle referenze e grazie al nostro customer care che è gestito internamente possiamo supportare i clienti in ogni aspetto rilevante dell’esperienza con Etilika. Siamo un team di appassionati conoscitori di vini in cui operano diversi sommelier certificati e nel quale spiccano personalità con solide relazioni commerciali che durano da 50 anni con i più importanti produttori e distributori italiani. L’obiettivo è proseguire nella selezione per passare dalle attuali 2000 etichette a circa 4000. Il focus strategico è quello di puntare sulle eccellenze italiane perché non puntiamo a diventare la più grande enoteca al mondo, ma vogliamo che Etilika diventi il sinonimo del luogo poter trovare i migliori vini italiani, sia in patria che in giro per il mondo.

Come si è chiuso il 2020?

Il 2020 è stato un anno fuori dall’ordinario in cui sono saltati tutti i riferimenti e le prassi consolidate che caratterizzano questo mercato sia sul fronte della vendita diretta che nel B2B. Paradossalmente essere “gli ultimi arrivati” si è tramutato in un rilevante vantaggio competitivo. Non avendo strutture precostituite o un modello consolidato abbiamo potuto adattarci più facilmente a questo momento di grande discontinuità e cambiamento. Le limitazioni agli spostamenti hanno inciso molto sulle abitudini di acquisto di persone che cercano vini di qualità ma grandi cambiamenti sono accaduti anche sul canale HoReCa. L’urgenza relativa alla necessità di approvvigionarsi di piccoli stock di bottiglie per le aperture temporanee e a singhiozzo dei ristoranti ci hanno reso protagonisti di questo nuovo modello distributivo e portato a risultati per certi versi inattesi. Andando ai numeri, sempre considerando che la prima bottiglia venduta risale al secondo semestre del 2019, Etilika ha chiuso l’anno garantendo il picking, packing e spedizione di più di 45.000 colli confezionati con grande attenzione e tempistiche di assoluto rilievo in quanto a rapidità, portandoci a chiudere il 2020 con un fatturato di circa 2,7 milioni a fronte dei circa 200mila euro riferiti al secondo semestre dell’anno precedente.

Quali progetti per il 2021?

Nell’anno in corso ci attende un duro lavoro su tutti i dipartimenti Etilika. Innanzitutto, come già anticipavo, puntiamo ad ampliare il catalogo andando a raddoppiare le etichette trattate. A questo si affiancherà un consolidamento di tutto il comparto logistico e distributivo perché per noi è fondamentale che la crescita non incida sul livello di soddisfazione dei clienti che è il nostro biglietto da visita. Un punto d’orgoglio è infatti l’aver raccolto più di 4.800 recensioni certificate con la percentuale di clienti soddisfatti più alta del settore (>99% fonte Feedaty). Ora puntiamo a tre filoni distinti ma sinergici. Il primo riguarda la valorizzazione dei produttori: stiamo lanciando una iniziativa che punta a far incontrare clienti e wine maker su Etilika; portare le voci dei produttori e i rumori della vigna nelle case, creando un’esperienza che per ovvie ragioni non è possibile vivere nemmeno nelle migliori enoteche e che, a tendere, consentirà alle persone di tornare a visitare le cantine e vivere nuovamente il piacere della scoperta enogastronomica. Il secondo capitolo riguarda l’HoReCa, a questo settore ci stiamo rivolgendo come facilitatori nella ripartenza: purtroppo le incertezze sono ancora tante e i ristoratori non possono permettersi di esporsi in grandi investimenti per rifornire la cantina, a loro garantiamo piccole forniture consegnate nel giro di uno, due giorni così che possano coprire ogni finestra di riapertura in modo sostenibile. Terzo filone l’internazionalizzazione nel mercato comunitario con particolare attenzione al nord Europa.

Come sarà impiegato il nuovo crowdfunding?

I fondi raccolti saranno investiti su tutta la catena del valore, l’intento è accelerare nell’internazionalizzazione su quattro o cinque mercati target, ottimizzare e ampliare la logistica mantenendo il controllo diretto, puntare sul marketing e la comunicazione sia sul territorio nazionale che sui nuovi mercati e, non da ultimo, puntare all’obiettivo della selezione e inserimento di ulteriori 2.000 etichette a catalogo.

Quali sono i vantaggi di Etilika?

I vantaggi sono molteplici. Ovviamente c’è un discorso di qualità assoluta a prezzi convenienti e la garanzia che ogni prodotto a catalogo è stato assaggiato da sommelier professionisti, stoccato in un magazzino di proprietà e impacchettato direttamente da Etilika. A questo si aggiunge il fatto che Etilika è una soluzione adatta non solo a questo momento contingente ma che potrà traghettare clienti privati e business ai nuovi modelli di consumo che si affermarono nei prossimi due anni.

A quali mercati puntate?

I Paesi ai quali abbiamo attribuito un'importanza strategica, almeno nelle prime fasi dello sviluppo internazionale, sono Francia, Germania, Olanda, Belgio e Danimarca. Naturalmente stiamo lavorando anche sul fronte UK dove la situazione si è un po' complicata come conseguenza della Brexit ma che rimane un interessante mercato di sbocco per i vini di qualità.

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EFA News - European Food Agency
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