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CLARA MOSCHINI

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Vini sotto attacco

Il Piano europeo per la lotta al cancro allarma i produttori

Il Piano della Commissione europea di lotta contro il cancro prevede, tra le altre cose, di etichettare gli alcolici in maniera tale che ne venga messo in evidenza il rischio legato al consumo. I produttori vitivinicoli sono tutti d'accordo: non è il modo né il momento giusto per attaccare il settore.

Il Piano della Commissione europea di introdurre l'obbligo di etichettare i prodotti con una chiara descrizione dei valori nutrizionali e degli ingredienti e poi di aggiungere, entro il 2023, anche le avvertenze sui rischi per la salute, così come già accade per esempio sui pacchetti di tabacco e sigarette, mette in allarme i produttori del settore vitivinicolo. Gli alcolici sono stati tacciati come alimenti dannosi per la salute, dunque sarebbe motivata la preoccupazione dei produttori, in questo momento già in difficoltà a causa della pandemia.

La rassicurazione arriva dal vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas, che dichiara: "L'Unione Europea non ha alcuna intenzione di proibire il vino, né di etichettarla come sostanza tossica", ma le sue parole non bastano a placare i produttori italiani, secondo i quali non sarebbe proprio il momento di demonizzare il settore.

L'Italia è leader mondiale nella produzione del vino, con 46 milioni di ettolitri vendemmiati nel solo 2020, per il 70% destinati a vini Docg, Doc e Igp e per il 30% ai vini da tavola, secondo i dati Coldiretti. Secondo l'associazione, il settore che vale oltre 11 miliardi di Euro di fatturato e che offre lavoro a 1,3 milioni di persone oggi, domani potrebbe perdere ben 3 miliardi di Euro e a subire i danni più gravi saranno soprattutto le piccole e medie imprese, mentre quelle che si muovono attraverso la grande distribuzione riusciranno quantomeno a resistere.

I produttori sperano che l'UE torni sui propri passi e per ora sono disposti a un compromesso: sì alle etichette informative, ma senza mettere il messaggio negativo in primo piano, ad esempio senza stravolgere le etichette, ma piuttosto aggiungendovi un QR code, come proposto da Federico Castellucci, presidente Fnp Vino di Confagricoltura e produttore di Verdicchio nelle Marche.

Un'altra accusa mossa contro la Commissione europea, oltre a quella secondo cui non è tempo di muoversi contro il settore vitivinicolo, è quella di aver condannato imparzialmente tutti gli alcolici, gettando indistintamente una cattiva luce anche sui vini. "È inconfutabile che un consumo eccessivo di alcol, qualsiasi sia la bevanda in questione, sia nocivo per la salute, ma non è tuttavia corretto considerare che il consumo moderato di vino, durante i pasti, rappresenti un pericolo", scrivono le associazioni di Confagricoltura in una lettera inviata al commissario europeo per l'economia Paolo Gentiloni e agli eurodeputati Paolo De Castro ed Herbert Dorfmann.

Anche Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso e proprietario di un'azienda che esporta prosecco, ritiene che etichettare il vino come un prodotto nocivo per la salute sia offensivo e scorretto ed è dunque convinto che sia da scongiurare l'approccio adottato dall'UE.

La polemica è accesa in Italia, dove Marco Casucci, consigliere regionale della Lega in Toscana, la prima regione per marchi Dop e Igp, ha annunciato la presentazione di una mozione contro il Piano europeo.

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EFA News - European Food Agency
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