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CLARA MOSCHINI

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Caviro presenta il secondo bilancio di sostenibilità

555 mila tonnellate annue di scarti agroindustriali gestiti e totale autosufficienza energetica

82.000 tonnellate di C02 di origine fossile, equivalenti alla capacità di assorbimento di una foresta di 19.000 ettari, un’estensione superiore alla città di Milano: a tanto ammonta il risparmio di emissione di C02 nell’atmosfera grazie all’energia e ai biocarburanti prodotti da Caviro attraverso l’utilizzo di risorse rinnovabili. È questo uno dei principali risultati contenuti nel secondo bilancio di sostenibilità presentato dal Gruppo, la più grande cantina d’Italia, con 27 cantine sociali, 12.400 viticoltori in 7 regioni d’Italia (Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia), 36.300 ettari di superficie vitata, 615 mila tonnellate di uva (pari al 9% dell’intera produzione nazionale), per una produzione di 195 milioni di litri di vino.

Questi in sintesi i numeri del bilancio: 555 mila tonnellate annue di scarti agroindustriali processati; +99% quota di recupero e valorizzazione degli scarti; 100% energia elettrica utilizzata dal gruppo è verde, autoprodotta da fonti rinnovabili, certificata con G.O. (garanzia d’origine) dal Gse gestore servizi energetici, e distribuita tramite il consorzio risorse energetiche; 82.000 tonnellate di C02 di origine fossile risparmiate all’ambiente. Trasformare i derivati della filiera in prodotti ad alto valore aggiunto è la mission di Caviro Extra, società del Gruppo, che guida l’innovazione nella ricerca e sviluppo di prodotti nobili ottenuti dagli scarti del mondo agroindustriale. Solo nella campagna vitivinicola 2019/2020 si sono trasformate 73.000 tonnellate di vinaccia e 24.000 tonnellate di feccia in prodotti nobili. Lo sviluppo dei servizi legati all’ambiente ha portato alla costituzione di Enomondo, una società gestita in compartecipazione con il Gruppo Hera ed incaricata della produzione di energia elettrica rinnovabile dagli scarti di lavorazione dell’uva e dalle potature del territorio, da cui ricava il 100% del proprio fabbisogno energetico rendendosi autosufficiente.

“Lo sviluppo sostenibile, l’impegno costante, concreto e crescente del Gruppo", commenta il presidente Carlo Dalmonte, "è un concetto insito nel Dna dell'azienda derivante dalla sua configurazione fondante di cooperativa: al centro non c’è solo la massimizzazione del profitto, ma anche e soprattutto le persone e la volontà di assicurare il soddisfacimento dei loro bisogni senza compromettere quelli delle generazioni future”. Caviro persegue il suo obiettivo di sostenibilità secondo tre direttive: ecologica, economica ed etica. "Sostenibilità ecologica perché il modello virtuoso di economia circolare determina grandi benefici sul territorio; sostenibilità economica perché i bilanci del Gruppo riflettono solidità e consentono progetti a lunga scadenza; sostenibilità etica perché gli effetti dell’impegno del Gruppo si riverberano positivamente sull’indotto di tutta la filiera e sulle comunità", comunica una nota stampa del Gruppo.

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EFA News - European Food Agency
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