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CLARA MOSCHINI

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Chiquita lancia piano globale di riduzione delle emissioni

Esclusivo: parla Raul Cutait, responsabile vendite e coordinatore di mercato per il sud Europa e Medio Oriente

Chiquita annuncia il lancio di un importante programma per ridurre del 30% le emissioni di CO2 nelle sue operazioni, entro la fine del 2030, denominato "30BY30". Un obiettivo sottoposto alla valutazione di SBTi (Science Based Target Initiative) - programma nato dalla collaborazione tra Carbon Disclosure Project (CDP), Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), World Resource Institute (WRI) e World Wide Fund For Nature (WWF) - che sarà responsabile della misurazione e del reporting dei progressi di Chiquita. Chiquita è il primo produttore globale di frutta a impegnarsi per il controllo e la verifica dei propri obiettivi e dei progressi di decarbonizzazione in modo indipendente attraverso il coinvolgimento di SBTi. Ne parliamo con Raul Cutait, Director of Sales and Market Coordination for South Europe and Middle East di Chiquita, che ha concesso questa intervista esclusiva a EFA News.

"In Chiquita “siamo agricoltori nel cuore” e la coltivazione delle banane è al centro di tutta la catena del valore", spiega Cutait. "Da oltre 120 anni operiamo in America Centrale, assistiamo in prima persona al clima che sta cambiando. Il riscaldamento globale porta: piogge irregolari, uragani e inondazioni che hanno un impatto negativo sui mezzi di sussistenza dei nostri dipendenti, delle loro famiglie e delle comunità in cui vivono, nonché sulla disponibilità costante dei prodotti per i clienti e consumatori. Abbiamo sempre combattuto il cambiamento climatico nelle nostre operazioni, ma oggi l'impegno di Chiquita “30BY30” segna una pietra miliare entusiasmante nel nostro impegno a lungo termine per la sostenibilità e ci posiziona all'avanguardia nella lotta contro il cambiamento climatico. Abbiamo una tabella di marcia dettagliata per ridurre le emissioni di carbonio del 30% fino al 2030; un percorso che richiederà investimenti e costi e anche un approccio più smart al lavoro". 

EFA News: Quali sono le tappe di questo percorso?

Sono stati fissati obiettivi chiari che riguardano: 1. la riduzione del consumo di energia passando a un'elettricità più sostenibile, ottenuta attraverso l’installazione di pannelli solari o turbine eoliche; 2. la sostituzione dell'uso del diesel in favore di biocarburanti o di veicoli elettrici; e 3. riduzione delle emissioni di azoto dai fertilizzanti".

EFA News: Come avete identificato questi obiettivi?

"All'inizio del 2020 Chiquita ha commissionato uno studio sulla Carbon Footprint con l’obiettivo di identificare le aree in focus per la riduzione delle emissioni di CO2, in linea con il trattato di Parigi. L’analisi del ciclo di vita (LCA) ha definito le emissioni aziendali totali di Chiquita a 1.463.727 tCO2e; questo significa che ogni chilo di banana Chiquita ha una carbon footprint di 0,66 kgCO2e, molto meno rispetto ad altri frutti come avocado o pomodori. Ma soprattutto, rispetto ad analisi simili effettuate in passato, Chiquita ha già ridotto le proprie emissioni di CO2 grazie a buone pratiche agricole, una migliore efficienza nella produzione e nei trasporti, ottimizzazione delle modalità di lavoro. Questa iniziativa per la riduzione della CO2 è solo una parte dell’approccio globale messo in atto per contrastare il cambiamento climatico e rientra nelle 3 aree previste dall’approccio strategico alla sostenibilità "Behind the Blue Sticker"- “Dietro il Bollino Blu”. Attraverso il nostro programma “Codice dell’agricoltore” e con lo svecchiamento e la riprogettazione sistematica delle aziende agricole, puntiamo a renderle il più possibile efficienti in termini di emissioni. Con il nostro programma “Essere un buon vicino” investiamo nell’infrastruttura sociale delle comunità, con un importante impegno nella riforestazione e nella protezione della bio-diversità attraverso progetti per la collettività. Due esempi di lunga data che testimoniamo l’impegno di Chiquita a favore del nostro pianeta sono la riserva naturale di Nogal in Costa Rica e il progetto delle zone umide San San Pond Sak a Panama. Come parte del programma “Per il bene comune” l’impegno "30BY30" vuole essere un’ispirazione anche per altre realtà nel settore a porsi obiettivi di decarbonizzazione basati sulla scienza e convalidati da organismi esterni.

Nell'anno della pandemia globale, come avete affrontato i mercati globali? Avete avuto impatti su volumi e ricavi? Avete beneficiato anche dell'e-commerce?

Con la grande pandemia del 2020, la preoccupazione dei consumatori per la salute e il benessere è diventata una priorità. Beneficiando della sua versatilità come spuntino pratico o come condimento per i cereali, abbiamo assistito a un aumento dell'uso delle banane per occasioni di fitness superiori al normale e soluzioni creative per i pasti. Durante questo periodo di forte domanda, abbiamo collaborato con i nostri partner di vendita al dettaglio per garantire una fornitura continua. La posizione di Chiquita sullo sviluppo del business dei clienti nei nostri mercati strategici è vincolata a garantire che le nostre banane siano sempre le migliori sul mercato. Oltre ai nostri intensi sforzi per la sostenibilità, il nostro obiettivo costante è quello di garantire che, come marchio, forniamo leadership e valore aggiunto, offrendo un servizio eccellente ai nostri clienti, nonché gusto e qualità superiori ai nostri consumatori finali. Crediamo fermamente che l’applicazione di questi elementi fondamentali si tradurrà in una forte relazione con il cliente e in maggiori opportunità di business. Per quanto riguarda l'e-commerce, si tratta di un canale molto interessante e in crescita anche per il fresco: lo stiamo attualmente implementando negli Stati Uniti e stiamo conducendo alcuni progetti pilota nel mercato europeo, alla ricerca di possibili partner in Italia.

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EFA News - European Food Agency
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