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CLARA MOSCHINI

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Aceto Balsamico "sloveno", il pericolo non è ancora sventato

La Commissione si riserva di decidere dopo una relazione del governo di Lubiana prevista per giugno

La questione del cosiddetto "aceto balsamico sloveno" ha sollevato molte reazioni (vedi articolo di EFA News del 4/3/2021) e spinto diversi parlamentari europei a interrogare la Commissione sulle sue intenzioni per bloccare questo attacco a una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. 

Di seguito la risposta, preoccupante, vagamente pilatesca e dal tono quasi piccato del Commissario all'Agricoltura Janusz Wojciechowski a nome della Commissione europea (20.4.2021).

La direttiva (UE) 2015/1535(1) mira a prevenire l'insorgere di ostacoli normativi nel mercato interno dei prodotti e dei servizi della società dell'informazione. Gli Stati membri notificano alla Commissione i loro progetti di regolamentazioni tecniche che rientrano nel campo di applicazione della direttiva. La notifica fa scattare un termine di differimento di tre mesi durante il quale la Commissione e gli altri Stati membri possono esaminare i progetti alla luce delle norme dell'UE. Laddove emerga un potenziale ostacolo al mercato unico, possono rispondere e presentare eventuali riserve(2) . 

Il 2 dicembre 2020 la Slovenia ha notificato alla Commissione le "Norme sulla qualità dell'aceto e dell'acido acetico diluito"(3) facendo scattare il termine di differimento. Il 3 marzo 2021 l'Italia ha presentato un parere circostanziato(4) secondo cui tali norme violano i regolamenti (UE) n. 1151/2012(5) e n. 1169/2011(6) e la norma relativa all'aceto CEN 13188, prorogando in tal modo il termine di differimento fino al 3 giugno 2021. La Commissione non ha risposto alla notifica. 

La Slovenia deve ora riferire alla Commissione sul seguito che intende dare a tale parere circostanziato, o fornendo una giustificazione per mantenere inalterato il testo del progetto di regolamentazione notificato, oppure proponendo modifiche ad esso o il suo ritiro(7) . A sua volta la Commissione dovrà formulare osservazioni sulla risposta della Slovenia, esaminando se le misure proposte siano idonee a eliminare potenziali ostacoli alla libera circolazione delle merci, ovvero se la giustificazione fornita per mantenere il testo sia accettabile. Se la risposta al parere circostanziato non è soddisfacente e il progetto notificato è adottato, la Commissione o l'Italia possono ricorrere rispettivamente alle procedure di cui all'articolo 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) o all'articolo 259 del TFUE. 


1) Direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione (GU L 241 del 17.9.2015, pag. 1). 

2) Cfr. https://ec.europa.eu/growth/tools-databases/tris/it/about-the-20151535/the-notification-procedure-inbrief1/ per maggiori informazioni. 

3) Il messaggio che accompagna la notifica specifica che tali progetti stabiliscono le condizioni minime di qualità, etichettatura e categorizzazione che devono essere soddisfatte dall'aceto fermentato naturale e dall'acido acetico diluito immessi sul mercato.

4) Come previsto all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva. 

5) Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1). 

6) Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18). 

7) Tale obbligo sussiste a prescindere dall'autore del parere circostanziato (Commissione o Stato membro).

red - 18439

EFA News - European Food Agency
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