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CLARA MOSCHINI

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La famiglia Chiarli festeggia 160 anni di attività di produzione vinicola

Una storia famigliare dedicata al Lambrusco, che abbraccia cinque generazioni

La famiglia Chiarli festeggia 160 anni di attività di produzione vinicola, più di un secolo e mezzo. Il che significa che il Gruppo modenese compiva i suoi primi passi mentre si faceva l’Italia con i Mille di Garibaldi. Una storia famigliare, dedicata al Lambrusco, che abbraccia cinque generazioni e "racconta l’evoluzione di un vino e un territorio che, ben si può dire, abbia fatto la storia dell’enologia italiana" si legge in una nota stampa.

La più antica azienda vinicola dell’Emilia Romagna, la prima a esportare fuori dai confini nazionali, che ha ottenuto la Mention Honorable, all’Expo di Parigi del 1900, è cresciuta esponenzialmente insieme alla domanda del mercato, contribuendo in maniera significativa alla nascita delle Doc (Sorbara, Salamino di Santa Croce, Grasparossa di Castelvetro) e del consorzio dei Lambruschi Doc Modenesi. Ha approfondito lo studio e la valorizzazione dei cloni storici del Lambrusco, perfezionando, inoltre, accanto alla tradizionale fermentazione in bottiglia, l’uso del metodo Charmat.

Oggi, l’attività del Gruppo si divide tra la Chiarli Modena, orientata verso i vini di più ampio consumo, e la Cleto Chiarli Tenute Agricole, incentrata sulla moderna cantina di Castelvetro, che guida il lavoro delle sette tenute di famiglia che insieme superano i 350 ettari di estensione di cui più di cento vitati. Alla Cleto Chiarli Tenute Agricole va il merito di aver riscoperto i cloni storici del Lambrusco, in primo luogo Sorbara e Grasparossa, e di aver riscoperto il Pignoletto, un vino bianco, in origine prodotto in ristrette aree delle colline emiliane, oggi entrato a pieno titolo nella Doc Modena, e di produrre i due Sorbara in purezza: Vecchia Modena Premium e Lambrusco del Fondatore.

L’anniversario dei centosessanta anni di vita ha il suo vino, un vino della riserva di famiglia, prodotto sono in 500 bottiglie. Si tratta di un Pas Dosè Rosè che riporta in etichetta gli anni da festeggiare e la dicitura famiglia Chiarli. Il 160 anni è firmato Quintopasso, l’azienda, parte integrante del Gruppo, dedita esclusivamente alla produzione di spumanti metodo classico. Il Pas Dosè Rosè 160 anni è un Sorbara in purezza da cloni aziendali selezionati che si distingue per una veloce pressatura soffice, eseguita immediatamente dopo la raccolta manuale dei grappoli. Il procedimento serve a estrarre solamente una piccola parte del succo dalla polpa dell’acino, dove risiedono l'acidità e la salinità. Il periodo di affinamento sui lieviti è di oltre 55 mesi. Le caratteristiche di questo Pas Dosè Rosè in edizione limitata sono il colore, bianco con delicate velature rosate, il profumo intenso, con leggeri sentori floreali, accompagnati dall'odore di una delicata crosta di pane dovuto al lungo lavoro dei lieviti. Al palato la ricca acidità, esaltata dalla bolla fine e persistente e le note minerali accompagnano l’assaggio, lasciando spazio alla corposità dovuta alla vinificazione che mantiene l’equilibrio pur senza zuccheri residui.

Nel 2019 il numero delle bottiglie prodotte dal Gruppo è stato di 18 milioni, mentre il fatturato ha raggiunto i 37 milioni di Euro con una quota relativa la mercato estero pari al 25 per cento. Dal punto di vista della distribuzione Anselmo Chiarli, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, sottolinea che: "Lo scorso anno la Gdo ha sostanzialmente confermato i volumi mentre l’Horeca ne ha visto una forte diminuzione e parimenti i relativi fatturati (-40% circa). Questi dati sono più o meno gli stessi sia per il mercato nazionale sia per quelli esteri. Il progetto iniziato vent’anni fa, che ci ha consentito di posizionare tutta la nostra produzione e in particolare il Lambrusco in una fascia di mercato molto più elevata rispetto alla media delle altre produzioni emiliane, ha solo subito un rallentamento. Siamo convinti che non appena la pandemia avrà esaurito i suoi effetti, la nostra azienda potrà riprendere il cammino con sempre maggiori successi. Segnali, già, molto positivi stanno arrivando da alcuni mercati esteri dove le riaperture dei canali tradizionali sono iniziate e dove la richiesta dei nostri vini Cleto stanno crescendo giorno dopo giorno”.

hef - 18575

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