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CLARA MOSCHINI

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Nuova banca dati della vendemmia 2020

Grazie a progetto di Federvini e Alleanza Coop agroalimentari

Un vino autentico, per il quale è accertata in termini tecnici la tipicità e la corrispondenza con il territorio di origine, è sinonimo di rispetto verso le attese dei consumatori e di garanzia per le relazioni commerciali. È da questa esigenza di autenticità, diffusa in Italia e più in generale nel panorama europeo, che parte il progetto Vino Patrimonio Comune, avviato da Federvini e Alleanza Cooperative, per offrire in primo luogo una risposta alle esigenze delle Aziende associate e, più in generale, uno strumento a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo.

Il legislatore europeo - spiega una nota - ha sviluppato da tempo la banca dati isotopica con finalità di controllo nel settore vitivinicolo: tale strumento, implementato e gestito dalle Autorità nazionali di controllo degli Stati membri UE, non è tuttavia consultabile dagli operatori privati. Nel settore privato – sempre su base europea – alcune insegne del commercio hanno avviato progetti di profilazione delle caratteristiche analitiche dei vini per tutelare principalmente i propri interessi contrattuali.

I percorsi avviati sino ad oggi, pertanto, o non sono consultabili dagli operatori privati o, quando promossi dal settore privato, prevedono la proprietà dei dati in capo a soggetti diversi dai produttori di vino: la mancanza di dati e riferimenti condivisi rispetto alla banca dati a cui tali sistemi privati attingono, aggiunge incertezze sulle rilevazioni.

Da queste considerazioni hanno preso spunto le imprese associate di Federvini e di Alleanza delle Cooperative Italiane-Agroalimentare, unite nell’esigenza di sviluppare percorsi comuni per garantire l’autenticità delle proprie produzioni. L’idea ha mosso i primi passi con la vendemmia 2020, durante la quale, grazie alla collaborazione delle Aziende e delle Cooperative aderenti sono stati effettuati i primi campionamenti dall’Università di Parma, partner scientifico dell’iniziativa.

È stato così possibile realizzare la “Banca Dati isotopica mosti/vini per la vendemmia 2020” costituita da dati relativi agli isotopi stabili dell’ossigeno e dell’idrogeno di campioni di mosti e vini provenienti da varie località italiane. La banca dati sarà progressivamente implementata per poter disporre di uno strumento sempre più performante e completo.

Sandro Boscaini, Presidente di Federvini dichiara: “Valore e autenticità: è da queste due parole che siamo partiti ed è a questi due aspetti che il nostro progetto guarda. L’appuntamento odierno offre una bellissima testimonianza: stiamo posando la prima pietra di una casa comune, che nasce sotto l’impulso dei nostri Associati, ma la cui porta è aperta sin d’ora a tutti. Il nostro auspicio – anzi il nostro invito – è che nel progetto possano presto riconoscersi altri nostri colleghi, che possano aderire più enti ed organismi scientifici per lavorare insieme alla valorizzazione e tutela dell’autenticità del vino”.

Il Coordinatore del settore vitivinicolo dell’Alleanza Cooperative Agroalimentari Luca Rigotti conferma: “L’obiettivo di questo importante progetto è raggiungere un più elevato livello di conoscenza delle nostre produzioni vitivinicole territoriali, un percorso che ci consente di mettere a disposizione delle associate uno strumento di autocontrollo e di maggiore consapevolezza. Consideriamo la firma di oggi – ha proseguito Rigotti – il punto di partenza di un’iniziativa e di una strada ambiziosa, che riteniamo necessaria perché in grado di contribuire alla maggiore tutela ed alla valorizzazione dei vini sui mercati”.

red - 19012

EFA News - European Food Agency
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