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CLARA MOSCHINI

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Federvini/2: cosa serve al rilancio del settore

I produttori chiedono sostegno all'export, fermezza su etichette pseudo salutiste, sviluppo delle infrastrutture

Sono i temi emersi all'assemblea pubblica dell’associazione confindustriale dei produttori di vini, spiriti e aceti.

Il settore del vino rappresenta un patrimonio inestimabile che supera la dimensione strettamente economico-produttiva e che richiede di essere tutelato e rilanciato. E' quanto emerso dal dibattito pubblico a valle dell'assemblea annuale di Federvini, svoltasi oggi in formato digitale (vedi articolo di EFA News). Tra le varie misure per il rilancio, che Federvini ha posto all’attenzione delle istituzioni italiane e dei suoi rappresentati in Europa, c'è il sostegno all’export: i vini, i distillati, i liquori e gli aceti italiani rappresentano prodotti del Made in Italy che costituiscono la punta di diamante della nostra esportazione agro-alimentare e sono ambasciatori dello stile italiano nel mondo. In questo ambito il sostegno si deve tradurre sempre più nella difesa degli spazi commerciali, insidiati da tendenze proibizionistiche o dalla costruzione di barriere immateriali di carattere normativo che in realtà rappresentano grandi ostacoli alla libera concorrenza. E’ il caso dei dazi, quali quelli che da più di un anno ostacolano le relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti e che hanno comportato ingenti perdite. Altre forme di sostegno potranno provenire da misure di defiscalizzazione del fatturato realizzato con l’export e/o di detrazione fiscale per le spese legate alla comunicazione e alla promozione sui mercati esteri. Federvini chiede infine misure di promozione di ampio respiro, progettate insieme alle imprese e condotte con uniformità e continuità pluriennale.

Altri temi cruciali sono la cultura del bere e la sostenibilità. Federvini evidenzia come la qualità di vini, spiriti e aceti ha da sempre caratterizzato il nostro vissuto quotidiano, fatto di storia, cultura, tradizioni ma anche di voglia di stare insieme, condivisione e positività. La sostenibilità - vocazione ecologica, rispetto del territorio, dei vigneti e dei fornitori, tecniche avanzate di produzione - è da sempre centrale per le imprese del settore. I valori di cultura e sostenibilità vanno posti al centro del dibattito sul consumo responsabile. Il nostro Paese si colloca ampiamente nella parte bassa della classifica sia per quanto riguarda i consumi pro capite di alcol ma anche di consumo critico. Non a caso l’Italia e il suo stile mediterraneo sono un modello di consumo anche per le autorità sanitarie. Federvini ritiene che l’educazione, l’informazione e la formazione, insieme ai dovuti controlli, siano la strada più saggia ed efficace da intraprendere e opera da anni contro ogni forma di consumo sbagliato e non responsabile attraverso iniziative tese a sviluppare iniziative di educazione del consumatore. Purtroppo a livello europeo il dibattito sempre più spesso è guidato da pulsioni proibizionistiche e demonizzatrici che l’Italia dovrebbe respingere nettamente, quali la minaccia di “health warning” sulle nostre etichette, le possibili restrizioni alla promozione e valorizzazione dei nostri prodotti, la spada di Damocle dell’uso dell’arma fiscale per fini cosiddetti “salutistici”. E’ necessario che su questi temi il sistema Paese risponda compatto.

Infine, le infrastrutture: secondo l'associazione occorre infine promuovere lo sviluppo di infrastrutture di rete anche al di fuori dei centri urbani. E’ inutile chiedere alle imprese di dotarsi di adeguati sistemi di e-commerce e di sfruttare i social network per comunicare con il mondo (cosa che le imprese Federvini già fanno con crescenti investimenti) se poi in larghe aree delle nostre campagne la banda larga è assente o al più appena sufficiente a inviare una semplice email.

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EFA News - European Food Agency
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