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CLARA MOSCHINI

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Acqua potabile, tutte le novità della nuova direttiva Ue

Si prevede di ridurre il consumo delle bottiglie di plastica del 17%

In Europa, acquistare acqua in bottiglia è un’abitudine consolidata che corrisponde a un consumo medio di 106 litri a testa ogni anno. Al primo posto svetta l’Italia, tra i più grandi consumatori di acqua minerale in bottiglia, non solo nell’Unione Europea, ma in tutto il mondo con 200 litri pro capite. Secondo una ricerca internazionale condotta da Culligan, tra le aziende di riferimento nel settore del trattamento acqua, il 59% dei cittadini intervistati predilige l’acqua minerale: una percentuale significativa anche se, secondo l'azienda, con il costo di un litro d’acqua in bottiglia sarebbe possibile ottenere quasi 700 litri di acqua di qualità del rubinetto.

Dai rubinetti europei, infatti, sgorga un’acqua strettamente regolamentata da una legislazione comunitaria che ne garantisce gli elevati standard di salubrità e di sicurezza. Una direttiva che quest’anno, ad oltre 20 anni dall’introduzione dalla precedente, è stata ufficialmente aggiornata con un approccio fortemente innovativo a partire dai suoi tre obiettivi primari: migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua a garanzia della salute dei cittadini, promuovere il consumo di acqua del rubinetto per ridurre i rifiuti in plastica e favorire l’accesso all’acqua potabile.

Ma cosa cambierà per i cittadini europei con la nuova direttiva Ue 2020/2184 sull’acqua potabile? Tra gli aspetti più innovativi della nuova misura, le modifiche ai valori limite dei parametri di qualità dell’acqua potabile e l’introduzione di nuove sostanze precedentemente non tracciate, come i Pfas, gli interferenti endocrini e le microplastiche, conosciuti come inquinanti emergenti. La nuova direttiva prevede inoltre un approccio al monitoraggio dell’acqua basato sul rischio in tutta la catena di approvvigionamento dell’acqua, incluso il tratto domestico che prima non era contemplato, fissando dei limiti in particolare per legionella e piombo, fonte di contaminazione per le tubature.

La direttiva spinge gli stati a promuovere l’uso dell’acqua di rubinetto rispetto a quella in bottiglia anche attraverso una maggiore trasparenza sui controlli e sulla sicurezza dell’acqua pubblica che contribuisce a rafforzare la fiducia dei cittadini verso i servizi idrici. Secondo le stime della Ue, migliorare l’accesso ad un’acqua potabile di qualità consentirà di ridurre il consumo di acqua in bottiglie di plastica del 17%. 

La direttiva prevede anche una serie di azioni volte a migliorare l’accesso di tutti i cittadini ad acqua potabile di qualità, a tutela delle categorie più deboli, promuovendo l’utilizzo di acqua di rubinetto. Ad esempio, spinge all’installazione di distributori d’acqua all’esterno e all’interno di spazi ed edifici pubblici e incoraggia ristoranti, mense e servizi di ristorazione a mettere a disposizione dei propri clienti acqua potabile a titolo gratuito o a prezzi modici. 

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EFA News - European Food Agency
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