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CLARA MOSCHINI

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Riparte in presenza "Coltello in Festa"

L’appuntamento dedicato al mondo delle lame e della coltelleria in programma il 4 e 5 settembre 2021

Coltello in Festa, l’appuntamento dedicato al mondo delle lame e della coltelleria sta per tornare, e lo farà in presenza, a Maniago (Pordenone), il 4 e 5 settembre 2021. ’evento, quest’anno, da fine luglio si sposta a settembre. “Una decisione coraggiosa", ha affermato l’assessore al turismo e attività produttive, Cristina Querin, "che tiene conto dell’eccezionale situazione pandemica, ma che guarda con ottimismo al futuro prossimo offrendo l’evento in presenza per poter accogliere i visitatori con tutte le disposizioni di sicurezza. Questo spostamento di oltre un mese è stato deciso per consentire un sostanziale avanzamento della campagna vaccinale in modo da garantire lo svolgimento della manifestazione in maggiore relax per tutti i partecipanti”.

A Maniago dal XIV secolo si fabbricano coltelli, inizialmente per rifornire la Serenissima di armi bianche, e nell’area circostante i casari e i norcini si sono tramandati le ricette dei prodotti tipici che negli anni hanno ottenuto il presidio slow food o il marchio Igp. La pitina, la cipolla rossa di Cavasso, il formaggio Asìn, il formai tal cit, o le mele antiche, sono solo alcuni dei prodotti che appartengono a questi luoghi.

La pitina, con le sue varianti peta e petuccia, viene definita “prodotto culturale” in quanto frutto di una tradizione interpretata in modo versatile nelle valli pordenonesi. Si tratta di una polpetta affumicata di carne di ungulati o di pecora e capra con diverse erbe aromatiche aggiunte nell’impasto. L’animale veniva disossato e la carne triturata finemente con sale, aglio, pepe nero spezzettato. Con la carne macinata si formavano piccole polpette, si passavano nella farina di mais e si facevano affumicare sulla mensola del focolare. Oggi la pitina è ingentilita da una parte di grasso di suino che smorza il sapore intenso e un po' selvatico della carne di capriolo, capra o pecora. L’affumicatura si realizza con diversi legni aromatici, a volte mescolati tra loro (ma con la prevalenza del faggio). La pitina oggi si mangia anche cruda a fettine, dopo almeno 30 giorni di stagionatura. Può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte vaccino appena munto.

Pianificando un weekend a Maniago, il 4 e il 5 settembre per Coltello in festa si potrà entrare nella cucina friulana e trovare gli strumenti più adatti agli esperimenti che sempre più spesso cerchiamo di realizzare nelle nostre cucine. Ma si potrà anche apprezzare quanto viene prodotto per le specialità enologiche, grazie a sciabole da champagne o cavatappi. Il mondo delle coltellerie e delle produzioni maniaghesi si racconta attraverso i suoi protagonisti anche attraverso la nuova mostra “LAMEmoria” attiva e visitabile al museo dell’arte Fabbrile e delle Coltellerie.

hef - 19237

EFA News - European Food Agency
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