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CLARA MOSCHINI

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Arriva da Lipari il Grappa Tonic al mandarino

La risposta italiana al Gin Tonic

L’unico vero distillato al 100% italiano è la grappa, si legge in una nota. In pochi sanno però che non viene prodotta solamente nel nord Italia, ma anche in Sicilia. E arriva da Lipari una grande novità, la grappa al mandarino, ed è già partita la sfida: grappa al mandarino al posto del gin nei cocktail, per incrementare un percorso già avviato in Italia da qualche anno nei migliori cocktail bar, cioè il rilancio del distillato italiano sul mercato nazionale ed internazionale.

 

L’idea è di Luca Cutrufelli, titolare de Il Giardino di Lipari, ma la ricetta è stata messa a punto assieme al barman Nicolò Verde e Giuseppe La Fauci, giovane distillatore siciliano. “La grappa è l’unico distillato davvero italiano – spiega Cutrufelli –. Abbiamo deciso di puntare su ciò che davvero caratterizza la nostra bella Italia. Una grappa infusa con le scorze dei mandarini del nostro giardino, dove abbiamo 20 piante di questo agrume siciliano. Con il nostro barman Nicolò e con La Fauci abbiamo trovato la ricetta perfetta, e con Alessio Affè, altro barman del nostro gruppo abbiamo creato la grafica e l’etichetta. Abbiamo così realizzato il primo distillato a marchio Il Giardino di Lipari”.

Si punta a “sdoganare” la grappa, distillato finora poco utilizzato in miscelazione. La grappa al mandarino ha una gradazione alcolica di 42 gradi, si può bere liscia come tutte le grappe, ma si può anche abbinare e miscelare con altri ingredienti. Due le proposte; una più semplice e diretta: il Grappa Tonic che punta a scalzare dal trono di re dell’estate, l’onnipresente Gin Tonic. Il gin, infatti, non è un prodotto tipicamente italiano e negli ultimi anni peraltro è stato largamente usato e prodotto un po’ in tutto il mondo. Il Grappa Tonic all’aroma di mandarino, composto di acqua tonica e grappa è un ulteriore passo verso una piena valorizzazione del distillato italiano.

Ma c’è dell’altro. E' stato inventato anche un nuovo cocktail, il “Giammù” composto da grappa al mandarino, Sambuca Bona (una soda al gusto di anice e fiori di sambuco) con l’aggiunta di qualche goccia di limone. “Un tributo alla tradizione siciliana di bere acqua e Zammù, un liquore di elevata gradazione alcolica al sapore di anice. Si usava assaporarlo nel palermitano per dare sollievo al palato nelle calde giornate estive – spiegano Cutrufelli e  Verde -. Il termine Zammù deriva dall'arabo 'Zammut' che significa 'anice'. Si pensa che anche 'Sambuca' derivi dallo stesso termine arabo. Così abbiamo pensato di miscelare la nostra grappa, aromatizzata con i mandarini del nostro giardino, alla sambuca in bottiglia”.

 

CTim - 19556

EFA News - European Food Agency
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