It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Made Green in Italy: primo step per l'Aceto balsamico di Modena Igp

Pubblicata la proposta del Consorzio sull'Rcp, ora si lavora per ottenere l'applicabilità del logo

Il presidente Grosoli: "Per le nostre aziende l'Rcp è una codificazione delle buone pratiche che già vengono svolte da sempre. Ma si è avvertita la necessità di certificare questa aderenza al concetto di sostenibilità e rispetto dell'ambiente, in sintonia con le normative comunitarie ma, soprattutto, con la sensibilità dei consumatori”

Primo passo del Consorzio di tutela dell'aceto balsamico di Modena Igp per l'adozione del marchio Made Green in Italy. La proposta che il Consorzio ha formulato al ministero della Transizione ecologica riguardante la regola di categoria (Rcp) è stata ufficializzata, accettata e pubblicata nel mese di giugno. Questo rende possibile l'avvio di un lavoro di studio e miglioramento dell'impronta ambientale del settore, finalizzato in questo caso all'ottenimento dell'applicabilità del marchio Made Green in Italy per i produttori di balsamico .

Fino ad oggi, infatti, per il settore degli aceti non esistevano riferimenti comunitari, quindi le nuove Rcp divengono il riferimento generale di ogni azienda. “Per le nostre aziende -spiega Mariangela Grosoli, presidente del Consorzio di tutela dell'aceto balsamico di Modena Igp-, l'Rcp è una codificazione delle buone pratiche che già vengono svolte da sempre. Il processo di produzione dell'aceto balsamico infatti, per sua natura non produce rifiuti impattanti e tutto è riciclabile. Salvo che per l'aspetto relativo agli imballaggi, ma si è avvertita la necessità di certificare questa aderenza al concetto di sostenibilità e rispetto dell'ambiente, in sintonia con le normative comunitare ma, soprattutto, con la sensibilità dei consumatori”.

Un marchio, quello del Made Green in Italy, che associa alla forza del "made in Italy" un messaggio ecologico, con l'introduzione di due concetti importanti, ovvero l'introduzione nell'azienda certificata di un sistema di monitoraggio ambientale sul ciclo di vita, e l'idea di competizione sulle performance ambientali Il prossimo passaggio nell'agenda del consorzio è l'avvio di una campagna informativa e di sensibilizzazione per l'adozione di procedure in grado di supportare i propri soci nelle fasi operative di analisi, valutazione e certificazione degli standard ambientali.

L'adozione del marchio Made Green in Italy rappresenta uno dei tanti modi di introdurre, anche nel settore agroalimentare, il concetto della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio, in grado di incidere tanto sull'operatività quanto sulla sensibilità e sulla cultura delle aziende. 

Il Made Green in Italy, NdR, è infatti uno schema nazionale volontario finalizzato alla valutazione e comunicazione dell’impronta ambientale di prodotti e servizi, istituito dall’art. 21 del Collegato ambientale (L. 221/2015). Le modalità di funzionamento sono regolate dal Decreto del ministero della Transizione ecologica 21 marzo 2018, n. 56. Il marchio permette alle imprese di valutare e comunicare l’impronta ambientale di prodotti e servizi “originari dell’Italia” sulla base di uno studio di impatto ambientale realizzato in conformità alla PEF (Product Environmental Footprint) europea (Raccomandazione 2013/179/EU) e prevede che il ministero della Transizione ecologica rilasci l’uso del logo “Made Green in Italy” alle imprese che aderiscono allo schema.

hef - 20344

EFA News - European Food Agency
Similar