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CLARA MOSCHINI

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Pomodoro Pachino/2: la scienza studia le proprietà nutraceutiche

Le molteplici attività benefiche dei composti bioattivi presenti nel prodotto

Ieri 12 ottobre, il castello Tafuri a Portopalo di Capo Passero (Siracusa) ha ospitato un importante workshop dedicato al pomodoro di Pachino (vedi articolo EFA News del 12-10-21). Organizzato dal Consorzio di tutela, ha contribuito a fare il punto sugli aspetti regolatori e i benefici della conosciuta Igp in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare (vedi articolo EFA News del 13-10-12). Il pomeriggio di lavoro ha visto protagonisti numerosi ricercatori e addetti ai lavori coinvolti dall’ente di tutela, dal titolo "Le proprietà nutraceutiche della Igp pomodoro di Pachino".

Il prof. Fabio Galvano, ordinario di alimentazione e nutrizione umana, 
presso il dipartimento di scienze biomediche e biotecnologiche dell’università di Catania, ha approfondito aspetti legati alle proprietà nutrizionali del pomodoro di Pachino: dal contenuto vitaminico-minerale (vitamina C, K, folati, potassio) al pool di pigmenti carotenoidi antiossidanti (licopene, luteina, zeaxantina) che lo costituiscono. “La valorizzazione del conosciuto pomodoro non può prescindere dall’identificazione di differenziali di qualità nutrizionale, a oggi ancora in fase di studio, che conferiscono un valore aggiunto rispetto al prodotto standard”. L'università di Catania, ha infatti stretto una partnership con il Consorzio di tutela: l'idea è quella di lavorare insieme per la realizzazione in futuro di alimenti funzionali a base di pomodoro Pachino, da commercializzare nelle farmacie. Un progetto ambizioso ancora in stato embrionale che, come specifica il relatore, necessita di molta ricerca e dei giusti finanziamenti per essere realizzato.

A seguire Valeria Sorrenti, associato di biochimica
e direttore del dipartimento di scienze del farmaco e della salute dell’università di Catania, ha analizzato le attività benefiche dei composti bioattivi presenti nel pomodoro. “Il contenuto di licopene dei pomodori di Pachino non si riduce con l’elaborazione del prodotto, anzi. La trasformazione dei pomodori porta a maggiori indici di biodisponibilità dell’importante carotenoide che, assunto con gli alimenti, si distribuisce in vari tessuti e, in particolar modo, nella prostata. E’ quindi di particolare rilievo la valutazione di un recupero di nutrienti e di molecole bioattive dalle possibili proprietà antiinfiammatorie e anti-angiogeniche, ottenuti da scarti delle filiere produttive di pomodoro, in modelli cellulari di ipertrofia prostatica benigna o di tumore prostatico. Scarti che diventano quindi, in un’economia circolare, risorse per lo sviluppo di prodotti funzionali a elevato valore aggiunto, da impiegare in vari settori produttivi, incluso quello della nutraceutica”.

Il pomeriggio di lavori, moderato dalla giornalista e scrittrice esperta di nutrizione Manuela Soressi, è poi proseguito con l’intervento a cura di Tiziana Pecora, specialista in farmacologia ed esperta in discipline regolatorie, che ha fatto il punto sugli alimenti nutraceutici, funzionali e sugli integratori alimentari.

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EFA News - European Food Agency
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