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CLARA MOSCHINI

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Offensiva UE contro gli allevamenti industriali avicoli

Interrogazione di 44 parlamentari su benessere, uso di medicinali e impatto ambientale

Interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione
Articolo 128 del regolamento

6/9/2018


Karin Kadenbach, Georges Bach, Catherine Bearder, Dominique Bilde, Richard Corbett, Miriam Dalli, Isabella De Monte, Jørn Dohrmann, Pascal Durand, Stefan Eck, Eleonora Evi, John Flack, Jacqueline Foster, Eugen Freund, Arne Gericke, Michela Giuffrida, Karoline Graswander-Hainz, Jytte Guteland, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Maria Heubuch, John Howarth, Jude Kirton-Darling, Jeppe Kofod, Zdzisław Krasnodębski, Jean Lambert, Jo Leinen, Arne Lietz, Edouard Martin, Alex Mayer, Ana Miranda, Marlene Mizzi, Maria Noichl, Younous Omarjee, Massimo Paolucci, Sirpa Pietikäinen, Pavel Poc, Evelyn Regner, Pirkko Ruohonen-Lerner, Davor Škrlec, Bart Staes, Keith Taylor, Thomas Waitz, Josef Weidenholzer

Oggetto: Benessere degli animali, uso di medicinali antimicrobici e impatto ambientale dell'allevamento industriale dei polli da carne

La direttiva 2007/43/CE stabilisce norme minime per la protezione dei polli allevati per la produzione di carne. Tuttavia, la relazione della Commissione sull'impatto della direttiva sul benessere degli animali non ha evidenziato alcun miglioramento significativo e ha dimostrato che l'applicazione è, nel migliore dei casi, incoerente nei vari Stati membri. La dura realtà è che i polli da carne sono allevati a decine di migliaia in capannoni desolati, su lettiere umide e senza alcuna possibilità di assumere comportamenti naturali quali l'appollaiarsi, beccare substrati che arricchiscano la loro alimentazione o godere della luce naturale. Inoltre, la direttiva non tratta le conseguenze negative sul benessere degli animali che derivano direttamente dalla selezione ai fini di una crescita rapida, un problema che è stato evidenziato in vari pareri dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e in una relazione della Commissione. Queste cattive condizioni spesso richiedono trattamenti di massa con antibiotici per impedire o contenere focolai di malattie, e ciò è motivo di seria preoccupazione per la salute pubblica. Diversi ceppi di patogeni di pollame in grado di provocare gravi malattie nell'uomo mostrano ora resistenza agli antibiotici utilizzati nella produzione di pollame, come ad esempio il Campylobacter spp. e la Salmonella spp. La resistenza multipla ai farmaci in ceppi di E. coli rinvenuti in pollame e carne di pollame è stata recentemente definita estremamente preoccupante dall'EFSA.

Al tempo stesso, una recentissima relazione di Greenpeace indica che la produzione industriale di pollame è uno dei principali responsabili dell'inquinamento da ammoniaca di aria, suolo e acqua e invita la Commissione a porre fine ai sussidi destinati alle grandi aziende agricole a favore di sistemi e pratiche maggiormente sostenibili. L'industria avicola si sta adoperando per ridurre l'uso di antimicrobici e l'impatto ambientale, ma se si guarda al settore dalla prospettiva "One Health" e "One Welfare" è evidente che è urgentemente necessario un approccio globale per rendere l'industria avicola maggiormente sostenibile e rispettosa del benessere animale, mantenendone al contempo la redditività economica.

In tale contesto, accoglieremmo con favore una risposta della Commissione ai seguenti interrogativi:

1. Intende la Commissione adottare azioni decisive per migliorare l'applicazione della direttiva sui polli da carne, in particolare per quanto riguarda l'uso sistematico e coerente di indicatori armonizzati basati sugli animali per migliorare il benessere degli animali negli allevamenti?

2. Quali azioni prevede la Commissione per sostenere sistemi di produzione avicola alternativi, ad esempio quelli che utilizzano varietà allevate in migliori condizioni di benessere, densità di allevamento inferiori, arricchimento ambientale, accesso alla luce naturale e/o stabulari esterni e una migliore qualità dell'aria, dal momento che tali sistemi possono contribuire a ridurre le emissioni di ammoniaca e ridurre il bisogno di un uso indiscriminato di medicinali antimicrobici, nonché per migliorare il benessere degli animali?

3. Quando intende la Commissione pubblicare la relazione sugli effetti socioeconomici del sistema di etichettatura obbligatorio per le carni di pollame di cui all'articolo 5 della direttiva 2007/43/CE?

agu - 4642

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