Ing: pil, "leggera contrazione" nel secondo trimestre
Il calo delle esportazioni legato ai dazi Usa ha agito da freno alla crescita, più del previsto

Era atteso da ieri il dato del pil italiano diffuso oggi dall'Istat (leggi notizia EFA News) da parte di Ing, pessimista sul futuro a fronte dei dati sulla fiducia dei consumatori (leggi notizia EFA News). "La revisione della stima del pil italiano conferma una leggera contrazione nel secondo trimestre". Così Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING secondo cui la contrazione dello 0,1% "è stata determinata dal contributo negativo delle esportazioni nette, parzialmente compensato da quello positivo di scorte ed investimenti fissi lordi". I consumi sono rimasti stabili, dice Pizzoli, "ma potrebbero migliorare leggermente nel resto dell'anno se l'inflazione rimarrà sotto controllo, come riteniamo probabile".
L'Istat ha appena pubblicato le sue stime sull'inflazione di agosto. Esse, sottolinea Ing, "hanno confermato la nostra previsione di un leggero calo dell'inflazione complessiva all'1,6% (dall'1,7% di luglio), ancora trainato dal rallentamento dei prezzi dell'energia. In agosto il divario tra l'inflazione dei servizi e quella dei beni si è leggermente ampliato e l'inflazione core, che esclude l'energia e i prodotti alimentari freschi, è salita al 2,1% (dal 2% di luglio)".
L’inflazione acquisita per il 2025 è ora all'1,7%. "Ciò coincide -spiega Pizzoli- con la nostra previsione di inflazione media annua, che implica un'inflazione tendenziale oscillate tra l'1,5% e l'1,8% per il resto dell'anno. A nostro avviso, ciò sarebbe compatibile con una leggera accelerazione dei consumi nell'ultima parte del 2025. Alla luce di questo scenario aggiornato, confermiamo la nostra previsione di una crescita media del pil dello 0,5% per il 2025, ma vediamo rischi al ribasso per la nostra proiezione dello 0,8% per il 2026".
Confermata leggera contrazione del pil nel secondo trimestre
La stima rivista dei conti nazionali italiani del secondo trimestre conferma la stima preliminare di una contrazione trimestrale dello 0,1% (era cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre) e di un'espansione dello 0,4% su base annua (dal +0,7% del primo trimestre). Secondo Ing, "le esportazioni nette hanno agito da freno, mentre le scorte e gli investimenti sono state le uniche componenti propulsive".
"Come di consueto -spiega Pizzoli-, la revisione ha aggiunto la ripartizione dettagliata della domanda, che viene omessa nella fase di stima preliminare. La leggera contrazione trimestrale è stata il risultato di un calo dello 0,7% delle esportazioni nette e di un aumento dello 0,4% delle scorte, con una crescita neutra dei consumi sia privati che pubblici".
Prosegue l'esperto: "la contrazione delle esportazioni legata alla saga dei dazi statunitensi ha agito da freno alla crescita, anche più del previsto". Sul fronte della domanda interna, spiegano da Ing, "avevamo previsto un contributo positivo da parte degli investimenti fissi lordi e delle scorte: queste ultime si sono rivelate più forti del previsto. Sul fronte dei consumi privati, il dato piatto conferma che la persistente incertezza legata sia alla saga dei dazi sia al difficile contesto geopolitico ha aumentato la prudenza nelle decisioni di consumo, nonostante il recupero di potere d’acquisto delle famiglie fosse ancora in corso".
I consumi privati si rivelano più deboli del previsto
All'inizio dell'anno, spiega Pizzoli, "avevamo indicato nei consumi privati e negli investimenti privati i principali motori della crescita economica per il 2025, prevedendo un contributo alla crescita positivo simile per le due componenti di domanda. Con i dati per il primo semestre ormai disponibili, sembra ora probabile che, salvo sorprese negli ultimi due trimestri, il contributo dei consumi privati risulterà alla fine inferiore a quello degli investimenti".
"Se nella seconda metà dell'anno si registrerà un recupero dei consumi, cosa che riteniamo ancora possibile, dipenderà dall'andamento dell'occupazione e dell'inflazione". Gli indicatori anticipatori del mercato del lavoro continuano a segnalare un aumento marginale/una stabilizzazione dell'occupazione fino alla fine dell'anno e l'andamento dell'inflazione rimane favorevole: una combinazione, conclude Ing, "che sosterrebbe un ulteriore aumento del reddito disponibile in termini reali ma potrebbe recuperare leggermente nella seconda metà dell'anno se l'inflazione continuerà a rimanere sotto controllo".
EFA News - European Food Agency