Agricoltura e cibo nel discorso di fine anno del Presidente della Repubblica
Parlando degli 80 anni della Repubblica, Mattarella ha ricordato la riforma agraria e la cultura del cibo e del vino "che diventa patrimonio internazionale"
C'è stato anche spazio per un paio di accenni all'agricoltura e al cibo durante il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il presidente ha aperto il suo discorso in maniera realistica e, dunque, non certo di grande ottimismo. "Si chiude un anno non facile - ha esordito Mattarella - Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore".
Dopo aver dato fondo a un breve excursus sulle più importanti prese di posizione da parte di figure, come il Papa Leone XIV, che hanno contraddistinto il 2025, Mattarella si è subito gettato nella disamina dell’anno "che si presenta", cioè il 2026, in cui, sottolinea, "ricorderemo gli ottant’anni della Repubblica".
"Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia - ha detto Mattarella - ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia". E allora ecco in rapida successione i riferimenti alla Costituente, alla firma dei Trattati di Roma del 1957, all'Europa nascente e all'Alleanza Atlantica.
Ma soprattutto ecco il riferimento a "una grande stagione di riforme" che "cambia il profilo dell’Italia. La riforma agraria, il Piano casa, il cui ricordo richiama le difficoltà delle giovani coppie a trovare casa oggi nelle nostre città. Gli anni del miracolo economico ci presentano in primo piano i volti degli operai delle fabbriche e di quelli impegnati a realizzare le grandi infrastrutture che modernizzano il Paese".
"Questi ottanta anni - dice Mattarella - sono come un grande mosaico, il cui significato compiuto riusciamo a cogliere soltanto allontanandoci dalle singole tessere che lo compongono".
"Non vanno ignorate, ovviamente, lacune e contraddizioni - spiega Mattarella - ma eravamo una società con un basso livello di istruzione, con alti tassi di emigrazione. Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale".
"L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi", conclude il Presidente della Repubblica rivolgendosi direttamente ai giovani. "Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi.
Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro.
Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna".
EFA News - European Food Agency