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CLARA MOSCHINI

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Vinitaly.Usa: in alto calici a New York

Annunciato l'appuntamento nella Grande Mela per la terza edizione

Dopo i primi due appuntamenti a Chicago, Vinitaly.USA cede il testimone alla Grande Mela. La terza edizione dell'esposizione vitivinicola italo-americana, promossa da Veronafiere Vinitaly e dall'Agenzia Ice, è in programma a New York al Pier, lunedì 26 e martedì 26 ottobre 2026.

"Vinitaly.USA 2026 si rivolge a produttori, consorzi, importatori, distributori, operatori Ho.Re.Ca. e stakeholder istituzionali interessati a partecipare a un progetto che mette al centro qualità, contenuti e relazioni di lungo periodo, contribuendo in modo concreto allo sviluppo del vino italiano negli Stati Uniti", sottolinea il presidente di Veronafiere Federico Bricolo.

"Vinitaly.USA è un progetto sul quale l’Agenzia Ice ha creduto fino dalla prima edizione", conclude Matteo Zoppas, presidente dell'Agenzia Ice. "Abbiamo lavorato molto sulla qualità degli operatori internazionali al fine di qualificare e valorizzare un momento di promozione del prodotto ed abbiamo lavorato sullo sviluppo dell’offerta delle relazioni commerciali. Con l’intento di colmare il vuoto che creava la mancanza di una vera fiera del vino negli Stati Uniti. Rinnoviamo l’intenzione di appoggiare un progetto tanto opportuno quanto concreto, soprattutto in un momento e in una fase delicata sia del comparto del vino in sé, che dell’area statunitense che sconta oggi l’aggravio dei dazi, il cambio euro-dollaro, ed un comportamento del consumatore più moderato".

Mentre la sede di Chicago operava con un’impostazione B2B di respiro nazionale, New York valorizza in modo più puntuale il dialogo con i principali centri decisionali del mercato americano del vino, senza modificarne la direzione strategica. I buyer dello Stato di New York sono operatori abituati a lavorare su fasce di prezzo medio-alte e premium, con una consolidata attenzione all’origine, all’identità territoriale e alla qualità del prodotto. Un approccio in linea con le caratteristiche distintive del vino italiano.

Il 37% dei consumatori ad alta spesa dello Stato di New York dichiara un reddito annuo fino a 149 mila dollari e il 32% oltre i 150 mila; il consumo di vino è frequente, tra due e cinque volte a settimana per il 44% degli intervistati, con una spesa media per bottiglia superiore ai 30 dollari per oltre la metà del campione. Dopo i vini californiani, quelli italiani risultano i più scelti, superando quelli francesi. Un pubblico che si definisce fortemente interessato al vino, competente e che considera il vino una componente rilevante della propria vita quotidiana.

Lo Stato di New York rappresenta il 6,5% del consumo totale di vino negli Stati Uniti, posizionandosi come terzo mercato nazionale dopo California e Texas e come primo Stato del Nord Est con il 34% dei consumi dell’area. Un territorio in cui il vino è parte integrante dello stile di vita urbano e culturale, sostenuto da una forte presenza della ristorazione italiana – 930 ristoranti, pari al 10,9% del totale – oggi ulteriormente valorizzata dal riconoscimento Unesco alla Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

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EFA News - European Food Agency
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