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CLARA MOSCHINI

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Consumi. Confimprese: ulteriore calo nel 2025

Perdite più contenute per la ristorazione. Anno in corso dovrebbe segnare una stabilizzazione

I dati dei 12 mesi appena conclusi registrano un calo certificato in un -1,4% a valore nel periodo gennaio-dicembre 2025 su gennaio-dicembre 2024. Si aggrava, dunque, la situazione dei consumi con un ulteriore rallentamento nell’ultimo parte dell’anno e un ultimo quadrimestre che ha registrato un calo medio pari al -2,9% rispetto al primo periodo dell’anno (gennaio-agosto) che aveva segnato un -0,8% e aveva lasciato sperare in un anno vicino alla parità.

Dalla fotografia riportata dall’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala, emerge che le promozioni, ormai dilatate per quasi tutto l’anno, il Black friday, Halloween, il back-to-school, i pre-saldi, il sottocosto attirano i consumatori che sono fedeli al prodotto, al brand ma vanno sempre più alla ricerca del migliore rapporto qualità-prezzo. preoccupazioni a lungo termine sul potere d'acquisto. 

"La chiusura anno a -1,4% a valore", chiarisce Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese, "mostra una realtà variegata a seconda dei settori di attività, con la cura della persona in positivo a +2,9% e una maggiore difficoltà nei settori abbigliamento-accessori a -2,1% e l’entertainment a -4,4%. Un negativo più contenuto per ristorazione a -0,6% e altro retail a -1,3%. Un quadro quindi non positivo nel suo insieme ma nel complesso con variazioni settoriali abbastanza moderate. Sarà importante ora monitorare i primi mesi del 2026 che hanno controcifre abbastanza contenute e che quindi potrebbero indicare una stabilizzazione dei consumi a livelli vicini a quelli dello scorso anno".

Nei settori merceologici abbigliamento-accessori termina l’anno con il risultato peggiore a
-2,1%, consolida un andamento altalenante che si è protratto per quasi tutti i mesi del 2025, vanificando il +4,7% del mese di novembre che aveva fatto ben sperare in una parziale ripresa del comparto. In campo negativo anche altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi) a -1,3%, che mostra tuttavia una realtà variegata a seconda dei comparti con la cura persona a +2,9% e l’entertainment a -4,4%. Quanto alla ristorazione si mantiene su perdite più contenute con una chiusura a -0,6%.

Nei canali di vendita, infine, le high street continuano a registrare andamenti negativi con una chiusura anno a -2,3%. Poco sotto la parità sia i centri commerciali a -0,3% sia i negozi di prossimità a -0,5%.

Nelle regioni la Valle D’Aosta registra un +1,4%, mentre il Piemonte fa segnare il rallentamento più marcato a -2,7%. Nelle città di provincia Fermo la migliore a +3,5%, Sondrio fanalino di coda a -3,0%.

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EFA News - European Food Agency
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