Private Equity. La visione di Wise e il pistacchio di Bronte
Esclusivo. Il principal Davide Arrigoni spiega l'operazione con la fam. Marullo
Wise Equity, società di gestione del fondo Wisequity VI, e la Famiglia Marullo, azionista di maggioranza di Marullo, società siciliana specializzata della produzione di prodotti a base di pistacchio, hanno sottoscritto da poche settimane un accordo vincolante per l’investimento di Wisequity VI nel capitale di Marullo, finalizzato a sostenerne la crescita e consolidarne la leadership (vedi articolo di EFA News).
L'operazione prevede un significativo aumento di capitale, funzionale al rafforzamento della capacità di acquisto della materia prima, e l’acquisizione di una quota di maggioranza da parte del fondo Wisequity VI, con il reinvestimento significativo da parte della Famiglia Marullo e l’investimento dell’attuale Amministratore Delegato, Domenico Sciortino, che garantiranno la continuità gestionale della società.
Davide Arrigoni, Principal di Wise Equity, in questa intervista esclusiva a Eva News ricorda che “’investimento in Marullo riflette pienamente la filosofia di Wise Equity, che punta su società leader di specifiche nicchie, con un solido potenziale di crescita e un posizionamento internazionale. Crediamo fortemente nel progetto e siamo pronti a supportare la Famiglia Marullo e il management team per proseguire insieme nel piano di espansione della società”.
Qual è la logica strategica dell'operazione Marullo?
L’operazione con Wise Equity prevede il rafforzamento patrimoniale e manageriale di Marullo per accompagnarne la crescita – in modo sostenibile e su basi solide – in un mercato in forte espansione come quello dei prodotti a base di pistacchio. Si tratta di liberare tutto il potenziale, sia industriale che commerciale, ancora inespresso.
Marullo sarà un investimento fatto in ottica build-Up?
L’investimento prevede un focus sulla crescita organica dell’azienda, che ha ancora molte opportunità da cogliere, soprattutto grazie al suo nuovo stabilimento produttivo state-of-the-art e con ampia capacità produttiva ancora disponibile. Tuttavia, non escludiamo l’integrazione di realtà industriali altamente sinergiche all’interno del Gruppo per una crescita complessiva ancora più rapida.
Il distretto del pistacchio di Catania, e in particolare di Bronte, è molto parcellizzato, con tanti piccoli operatori. Vi proponete come aggregatore?
Questa è una delle possibili direzioni di aggregazione possibili, perché sicuramente sarebbero realtà altamente sinergiche con Marullo da tutti i punti di vista operativi (acquisti, produzione e commerciale). Quindi ben vengano opportunità di aggregazione in tal senso. Le opportunità potenziali da aggregare vanno comunque anche oltre il distretto di Catania.
Quali sono i mercati esteri maggiormente attraenti che volete aggredire?
Gli Stati Uniti, il Sud America e il Far East sono certamente aree che mostrano un appetito crescente per i prodotti a base di pistacchio. Sebbene storicamente più affezionati al mero consumo di pistacchi sfusi come snack, sempre più consumatori extra-europei stanno scoprendo il gusto pistacchio in molteplici applicazioni, dal gelato alle creme spalmabili, dal cioccolato ai dolci da forno.
Anche il mercato Europeo extra-Italia, già in parte servito da Marullo, presenta ancora importanti opportunità di crescita per un portafoglio prodotti completo e di primissima qualità come quello di Marullo.
EFA News - European Food Agency