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CLARA MOSCHINI

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Polo Vitivinicolo Triveneto: al via nuovo soggetto "trasversale"

Organismi di controllo, consorzi e istituzioni insieme per tutelare la qualità del vino italiano

Si è svolta sabato scorso, presso l’Auditorium Concordia di San Vito in Tagliamento (PN), l’inaugurazione del Polo Vitivinicolo del Triveneto. Si realizza così un progetto avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società nata da un accordo tra tre organismi di controllo – Ceviq, Siquria e Valoritalia – incaricata della certificazione della Doc Pinot Grigio Delle Venezie e dell’Igt Trevenezie. L’evento ha segnato l’apertura ufficiale della nuova sede di Triveneta Certificazioni. All’interno della struttura avranno un proprio spazio dedicato il Consorzio Pinot Grigio Doc Delle Venezie, il Consorzio Friuli Doc, il Consorzio Friuli Grave Doc e il Consorzio Prosecco Doc.

Il percorso ha riunito enti di controllo e Consorzi di tutela, con l’obiettivo, ciascuno per le proprie specifiche competenze, di assicurare la conformità ai disciplinari, tutelare i produttori, rafforzare la credibilità delle denominazioni e offrire ai consumatori una garanzia concreta di autenticità, trasparenza e fiducia. Il Polo rappresenta oggi una quota rilevantissima della produzione vinicola italiana certificata e svolge un’opera di presidio importante in un territorio che copre il 30% dell’imbottigliato nazionale.

La giornata si è aperta con i saluti dei rappresentanti delle istituzioni territoriali e nazionali, a cominciare dal Sindaco di San Vito al Tagliamento Alberto Bernava. Con un intervento video, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha espresso il pieno sostegno al progetto e apprezzamento per il lavoro sinergico svolto dagli enti di controllo, evidenziando il ruolo centrale dell’agroalimentare italiano: “L’Italia è la prima economia agricola europea e il Triveneto è un pilastro della Dop economy. Per questo continueremo ad investire in questo settore, eccellenza del sistema italiano riconosciuta in tutto il mondo, valorizzando i prodotti e supportando le nuove generazioni”. Sono seguiti gli interventi dell'onorevole Emanuele Loperfido, che ha portato i saluti del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, e dell'assessore regionale all'Agricoltura del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier.

L’esperienza costruita nel Polo, con l’aggregazione di tre organismi di controllo, si può ritenere replicabile anche nel mondo dei Consorzi di tutela, così come ha sottolineato Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente Federdoc. “Il Polo Vitivinicolo del Triveneto rappresenta un percorso strutturato di collaborazione che può fungere da modello per altre aree del Paese, dove sono presenti denominazioni che, dal punto di vista produttivo e se considerate singolarmente, non raggiungono grandi numeri”, ha spiegato.

Nel suo intervento, Francesco Liantonio, presidente di Triveneta Certificazioni, ha illustrato le ragioni alla base dell’istituzione del Polo e la sua centralità come asset nazionale: “Triveneta Certificazioni – che oggi opera a supporto di 60.000 viticultori, 9.000 vinificatori  e oltre 22 milioni di ettolitri di vino tra Doc e Igt, per un totale di oltre un miliardo di bottiglie che va sul mercato e che raggiunge quindi altrettanti consumatori – è un esempio virtuoso di come tre organismi di certificazione (Ceviq, Siquria e Valoritalia) si siano uniti per creare un punto di incontro e per certificare e tracciare l’intera filiera della Doc Pinot Grigio Delle Venezie. Attorno a questo nucleo si sono poi aggregati gli attori del Polo Vitivinicolo del Triveneto”.

In chiusura, a fare luce sui temi più attuali per il comparto, come sostenibilità, bio-integrato e certificazioni di territorio, è intervenuto anche Luca Rigotti, presidente del Consorzio Pinot Grigio Doc delle Venezie e del Gruppo di lavoro Vino del Copa-Cogeca. “Iniziative di collaborazione tra enti come il Polo Vitivinicolo del Triveneto sono oggi più che mai una strada importante da percorrere per fare sistema e presentarci con maggiore coesione, dinamicità e tematiche condivise. In questa stessa logica, anche i Consorzi del Nordest hanno da poco avviato un Tavolo di Lavoro interregionale del Pinot Grigio, con la presenza delle Amministrazioni regionali: unire le forze per il bene comune è la chiave. Il lavoro dei Consorzi insieme agli organismi di controllo e alle istituzioni va nella direzione della legittimazione di un territorio e di un prodotto”.

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