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CLARA MOSCHINI

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Pallini continua a crescere

La storica distilleria romana si avvia verso 30 milioni di fatturato: espansione in oltre 80 paesi

Per Pallini, la storica distilleria romana, l’unica ancora attiva nella capitale dai primi del Novecento, il 2025 si è chiuso con indicatori positivi, segnando una crescita di fatturato complessivo che ha raggiunto quota 27,6 milioni di euro (comprensiva di iva e accisa), in crescita del 4% rispetto ai 26,6 milioni di euro del 2024. 

I risultati ottenuti confermano soprattutto la forte vocazione internazionale del gruppo. Presente oggi nei cocktail bar, nella ristorazione e nelle enoteche di tutto il mondo con una ricca offerta tra distillati e liquori, Pallini è infatti cresciuto nell’export del 15% rispetto all’anno precedente. Una crescita che si è ulteriormente consolidata raggiungendo oltre 80 Paesi, con nuovi ingressi in mercati strategici nel Sud-Est Asiatico e in Oceania. 

Nonostante un contesto generale difficile per il settore, il gruppo ha registrato un andamento positivo anche nel mercato italiano (+4%), confermando la sua solidità sia nella grande distribuzione sia nel canale Horeca.

Tra i prodotti di punta che hanno contribuito a raggiungere questi dati spicca Pallini Limoncello, che da solo rappresenta il 64% del fatturato, con un incremento del +7% sul 2024. Quest’ultimo si conferma ancora una volta il limoncello più venduto al mondo, grazie a performance positive nei canali Duty Free e nei mercati esteri, ma anche in quello italiano. 

Estremamente significativi anche i risultati della sua versione alcol free, Limonzero, il primo limoncello analcolico, che ha registrato una crescita del +95%, riscuotendo grande interesse soprattutto in USA, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi. Un dato questo che conferma come il segmento No/Low alcol stia prendendo sempre più piede, influenzando le scelte dei consumatori.

“In generale, il 2025, che ha conciso con le celebrazioni dei 150 anni del gruppo, si è rivelato un anno di consolidamento e di crescita sia sul mercato internazionale che su quello italiano - commenta Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato di Pallini - Nel 2026 continueremo su questa scia, potenziando la distribuzione in aree ad alto potenziale e investendo nello sviluppo e nell’innovazione di alcuni prodotti. Riserveremo, inoltre, la giusta attenzione ai nuovi trend, senza mai perdere il legame con la nostra storia ultracentenaria”. 

Parola d’ordine: eccellenza artigianale

Accanto al limoncello, prosegue il lavoro di sviluppo internazionale anche di Amaro Formidabile, amaro prodotto e imbottigliato negli stabilimenti storici dell’azienda, dal gusto complesso, frutto di 12 botaniche, ben accolto soprattutto nei paesi del Nord e del Nord Est d’Europa, dove la tradizione dei prodotti amari è ben radicata, come ad esempio in Germania, Repubblica Ceca, Polonia, Balcani e Danimarca. 

Per il 2026, uno degli obiettivi prioritari sarà quello di consolidare il posizionamento e la distribuzione di Formidabile, puntando sempre sulla sua eccellenza artigianale.Sul fronte distillati, invece, sia No.3 Gin (gin pluripremiato come migliore al mondo, distribuito in Italia da Pallini, che ha recentemente ottenuto la certificazione 100% biologico, confermandosi pioniere nella categoria ultra-premium) sia Ginarte, arricchito da due limited edition (la “by Lissoni” e la “Travel Edition”), continuano a imporsi come etichette dinamiche e di grande interesse per il mondo della mixology. 

Le prossime novità

Tra le principali novità del 2026 spicca il restyling dello storico Pallini Mistrà, liquore secco a base di anice, il primo prodotto dall’Antica Casa Pallini secondo la ricetta originale del fondatore dell’azienda Nicola Pallini: un vero e proprio simbolo della tradizione liquoristica italiana. L’obiettivo è quello di renderlo premium e più moderno nel design, senza alterarne riconoscibilità e autenticità.  

“Venduto fin dalla nostra fondazione, diventando prodotto di punta per il grande pubblico - spiega ancora Micaela Pallini - il nuovo look di Mistrà proporrà una freschezza e un appeal adatti al nuovo millennio, mantenendo però intatta la sua forte identità, per continuare così a conquistare nuovi palati senza perdere il suo carattere distintivo”.

Il 2026 sarà anche l’anno del rilancio di Pallini Sambuca come completamento della gamma “anice” all’interno del mondo Pallini Mistrà: un progetto che andrà a sostituire la Sambuca 313 nel portafoglio in termini di packaging, ma non nel gusto e nella qualità.I trend 2026: sostenibilità, liquori artigianali, Low-ABV e No-Alcohol.

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EFA News - European Food Agency
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