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CLARA MOSCHINI

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Equini: in Senato ddl per vietarne la macellazione

Centinaio (Lega): "Se approvata, si cancella un pezzo di storia della cucina italiana"

Gli equini sono animali da affezione, pertanto ne andrebbe bandita la macellazione a fini alimentari. E' quanto prevede una proposta di legge bipartisan appena approdata al Senato firmata dalle deputate Susanna Cherchi (Movimento Cinque Stelle) e Luna Zanella (Avs), con una proposta analoga sostenuta anche da Michele Brambilla (Noi Moderati). 

La proposta introduce sanzioni pecuniarie e penali per chiunque macelli carne di cavallo, asino, mulo, pony e bardotto. Le pene prevedono reclusione a partire dai 3 anni e 3 mesi e multe fino a 100mila euro per chiunque allevi tali animali con finalità di macellazione. Le pene si inaspriscono di un terzo nel caso in cui le carni, oltre che macellate, siano state effettivamente immesse in commercio.

Inoltre, la norma prevede la registrazione e identificazione di ogni equino per permetterne la tracciabilità. Per permettere agli allevatori equini da macello di riconvertire le attività, la proposta di legge stabilisce un fondi di indennizzi da 6 milioni di euro. 

L'Italia, è ai primi posti in Europa per consumo di carne di cavallo, con circa 17mila equini macellati nel 2024. Il nostro Paese detiene anche il primato a livello mondiale per numero di importazioni. Il consumo di carne equina riguarda però soltanto l'17% di chi abitualmente include la carne nella propria dieta.

La proposta di legge sul divieto di macellazione della carne equina ha anche i suoi oppositori. Il primo a manifestare la sua contrarietà è stato il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (Lega), secondo il quale un eventuale approvazione "significherebbe cancellare un pezzo della storia della cucina italiana, Patrimonio dell’Umanità, e anche dell’identità di alcuni territori".

“Dalla pastissada di Verona alle polpette di Catania", sottolinea Centinaio, "passando per i pezzetti salentini e, in particolare, per il caval pisst di Parma, lo stracotto d’asino nella pianura lombarda e il tapulon di Borgomanero, la presenza della carne di cavallo e di asino sulle nostre tavole ha attraversato i secoli e si è affermata come una tradizione radicata, sostenuta anche dalle proprietà nutrizionali che ne avvalorano il consumo, soprattutto per determinate categorie di persone”.

“Rispetto la decisione di chi, per ragioni affettive, morali o ideologiche, preferisce non mangiare i prodotti derivati da alcuni o tutti gli animali. Ma credo sia giusto chiedere il medesimo rispetto per la cultura di tante comunità locali, che si definisce anche a partire dai piatti tradizionali”, conclude il vicepresidente del Senato.

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EFA News - European Food Agency
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