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CLARA MOSCHINI

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Agrumicoltura: fiore all'occhiello dell'agrifood italiano

Promosso dal Crea, il Citrus Day celebra una filiera del valore di quasi 2 mld euro

Il Citrus Day, che si celebra oggi, offre una molteplicità di spunti per una filiera da record. Il consueto appuntamento annuale, ospitato presso la sede del Crea di Acireale (CT) raduna gli stakeholders per fare un punto della situazione sul settore. “Ogni pianta, ogni studio e ogni tecnologia applicata hanno l’obiettivo di incrementare qualità, sostenibilità e competitività, dimostrando che il futuro dell’agrumicoltura si costruisce con la scienza, l’innovazione e la collaborazione tra ricerca e mondo produttivo”, dichiara Maria Chiara Zaganelli, direttore generale del Crea.

Tra le iniziative, si rinnova l'appuntamento con la Mostra Pomologica che svela una delle collezioni agrumicole più ricche del Mediterraneo, custodita presso le aziende sperimentali del Crea, facendo toccare con mano e assaporare il valore della biodiversità e la forza dell’innovazione applicata al comparto agrumicolo italiano. Antiche varietà recuperate, nuove selezioni già brevettate e materiali in corso di brevettazione testimoniano un lavoro continuo di miglioramento genetico, che unisce tradizione e ricerca avanzata.

Dal 1993 il Crea, infatti, svolge un ruolo cardine all’interno del Sistema di certificazione volontaria degli agrumi, con oltre 170 piante madri appartenenti a più di 80 varietà, mantenute in isolamento e sottoposte a costante monitoraggio per garantire ai vivaisti materiale di propagazione con elevati standard sanitari, sotto la supervisione dei Servizi fitosanitari regionali e con distribuzione tramite bandi pubblici, assicurando qualità, tracciabilità e sicurezza lungo l’intera filiera.

A completare l’iniziativa il convegno “Citrus Young – La parola ai giovani”, momento di confronto tra imprenditori agricoli, vivaisti, operatori della trasformazione e della commercializzazione, pensato per favorire il ricambio generazionale e costruire strategie condivise per il rilancio del settore. Dalle nuove varietà industriali ai portinnesti disponibili, dall’estensione del calendario di commercializzazione di arance, limoni e mandarini alle opportunità offerte dal materiale certificato e dai nuovi prodotti, il dialogo tra ricerca e filiera ha già avviato un percorso concreto di rinnovamento che ha portato all’introduzione in certificazione di varietà di interesse strategico, con un’attenzione particolare all’evoluzione varietale, alle biotecnologie, alla qualità e alla sostenibilità.

Con oltre 1,8 miliardi di euro di valore, circa 3,2 milioni di tonnellate di produzione, 150mila ettari coltivati e più di 49mila aziende agricole, l’agrumicoltura rappresenta un pilastro dell’agroalimentare italiano e colloca l'Italia tra i principali produttori europei; un patrimonio fatto di arance, limoni, mandarini, clementine, pompelmi e bergamotti che esprime qualità organolettica, forte legame con i territori e piena coerenza con i principi della dieta mediterranea.

In questo scenario il Crea accompagna da oltre un secolo e mezzo lo sviluppo scientifico e tecnologico del comparto, investendo in miglioramento genetico, innovazioni di processo e di prodotto, difesa delle piante, sostenibilità, qualità e tracciabilità, e adottando tecniche all’avanguardia come le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) per tutelare la tipicità delle produzioni locali, rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e affrontare le sfide climatiche, migliorando al contempo la qualità dei frutti e la competitività del sistema agrumicolo nazionale.

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EFA News - European Food Agency
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