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CLARA MOSCHINI

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Bper e le nuove frontiere del credito nel settore agroalimentare

Intervista esclusiva con Marco Lazzari, Responsabile Servizio Agri Banking

Bper Banca recentemente ha rafforza il proprio sostegno al comparto agroalimentare introducendo una nuova linea di finanziamenti dedicata agli allevatori della filiera del Parmigiano Reggiano, titolari di Quote Latte Parmigiano Reggiano, trasformando questo asset fondamentale in una garanzia reale per ottenere liquidità a sostegno di investimenti e circolante (vedi articolo di EFA News). 

Marco Lazzari, Responsabile Servizio Agri Banking della banca ci spiega lue strategie che sottendono questa scelta.

I finanziamenti garantiti dalle quote latte sono uno strumento taylor made per i produttori, Questo dimostra l'attenzione di Bper per il territorio. Quanto finanziamenti pensate di erogare nei prossimi 12 mesi?

I finanziamenti garantiti dalle quote latte Parmigiano rappresentano un esempio concreto di prodotto finanziario costruito su misura per le esigenze degli allevatori della filiera del Parmigiano Reggiano. Grazie a questa soluzione, un asset strategico per le aziende può essere trasformato in una garanzia reale, utile a generare liquidità per sostenere investimenti e fabbisogno di circolante. Per Bper è la conferma di un impegno costante verso i territori, l’economia reale e, in particolare, verso quei settori – come l’agroalimentare – che richiedono strumenti tecnici, tempestivi e sostenibili nel lungo periodo. Nei prossimi dodici mesi ci aspettiamo una domanda significativa per questa nuova forma di finanziamento. Le sfide che il comparto lattiero-caseario e, più in generale, l’intero settore agroalimentare devono affrontare sono molteplici: dal cambiamento climatico alla volatilità dei costi dei fattori produttivi, fino alle incertezze legate ai dazi internazionali. Il nostro obiettivo è accompagnare le imprese in questa fase di profonda trasformazione, mettendo a disposizione soluzioni finanziarie che favoriscano liquidità, investimenti e continuità operativa, sempre nel rispetto della sostenibilità economica e ambientale. La filiera del Parmigiano Reggiano è un’eccellenza del Made in Italy e Bper è pronta a sostenerla in modo concreto. Con questa nuova iniziativa, insieme ad altre già introdotte, come i prodotti dedicati ai caseifici che consentono di porre in garanzia il formaggio in stagionatura, sosteniamo un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

Il Parmigiano è uno dei prodotti più soggetti all'italian sounding. Come può essere tutelato?

Il Parmigiano Reggiano è uno dei simboli più riconosciuti del "made in Italy" agroalimentare e, proprio per questo, uno dei prodotti maggiormente esposti al fenomeno dell’Italian sounding. Riteniamo che il ruolo di una Banca come Bper, per tutelare la filiera, sia innanzitutto contribuire al rafforzamento della stessa, sostenendo gli allevatori ed i produttori in modo che possano garantire qualità, tracciabilità e continuità produttiva, elementi che nessuna imitazione può replicare. Come Bper affianchiamo gli operatori con strumenti finanziari mirati, che permettono investimenti in tecnologie innovative, certificazioni, sistemi di identificazione del prodotto e processi di sostenibilità, fondamentali per presidiare il mercato.

Avete allo studio altre iniziative simili per altre categorie di prodotti agricoli?

Certamente, stiamo valutando iniziative simili anche per altre categorie di prodotti agricoli, perché ogni filiera presenta caratteristiche produttive molto specifiche. Le diverse colture – dai seminativi, alla frutta, alle produzioni vitivinicole – hanno tempi colturali, cicli di crescita e costi di gestione profondamente diversi, che richiedono strumenti finanziari altrettanto mirati. Le diverse colture, infatti, presentano non solo cicli colturali specifici, ma anche tempi di vendita e quindi di incasso differenti, che incidono in modo diretto sulla gestione della liquidità aziendale. Proprio per questo stiamo lavorando a soluzioni che tengano conto sia della stagionalità sia della forte variabilità degli investimenti necessari, offrendo liquidità nei momenti giusti e in modo sostenibile per l’azienda. L’obiettivo è costruire prodotti di credito flessibili e realmente aderenti alla fisiologia economica delle diverse produzioni agricole, così da sostenere il valore del territorio e la competitività delle imprese lungo tutta la filiera.

Quanti altri prodotti innovativi avete in pipeline per il sostegno del comparto agri-food?

Il settore agrifood sta attraversando una fase di forte trasformazione, e per questo la nostra pipeline di prodotti dedicati si sta ampliando in modo significativo. Oltre alle soluzioni già attive, stiamo sviluppando strumenti di credito legati alla sostenibilità e alla digitalizzazione, per supportare allevatori e produttori negli investimenti in efficienza, benessere animale ed energia rinnovabile. Un ambito particolarmente innovativo riguarda l’introduzione di soluzioni basate su tecnologie blockchain, stiamo lavorando a un’evoluzione del pegno rotativo, che consente alle aziende di valorizzare il proprio magazzino – come le forme in stagionatura o il vino in cantina– per ottenere liquidità in modo più dinamico ed efficiente.

Dal vostro punto di vista come è cambiata la richiesta di credito nel settore agricolo in questi anni?

Negli ultimi anni abbiamo registrato una domanda più orientata a investimenti strutturali, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Le imprese agricole chiedono strumenti più flessibili e tempi di valutazione più rapidi. Cresce anche l’interesse per operazioni legate all’efficienza energetica, alla digitalizzazione e alla gestione del rischio climatico. Il settore è certamente diventato più evoluto e lungimirante nella pianificazione finanziaria.

Sempre dal vostro punti di vista, quanto stia soffrendo il settore per il tema dazi?

I dazi stanno generando incertezza sui mercati esteri e margini più ridotti per molte aziende, in particolare per quelle filiere più orientate all’export. Gli operatori più strutturati riescono a compensare attraverso strategie di diversificazione, ma per molte aziende di piccole o medie dimensioni, l’impatto è significativo. È un momento complesso che richiede accompagnamento finanziario e consulenziale. I prodotti agroalimentari del nostro territorio costituiscono un patrimonio di grande valore, ma per esprimerne appieno il potenziale è necessario affiancarli con strumenti adeguati. Per questo mettiamo a disposizione soluzioni dedicate all’internazionalizzazione, tra cui servizi di trade finance, coperture dal rischio cambio e strumenti assicurativi per l’export, particolarmente utili alle PMI che si affacciano su nuovi mercati.

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EFA News - European Food Agency
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