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CLARA MOSCHINI

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Consumi: stagnazione, crescono solo i ristoranti

Per Osservatorio Confimprese-Jacala guadagna terreno il fast casual dining

Il mese di gennaio è partito con un +0,6% di crescita a valore su gennaio 2025, segnando una leggera inversione di tendenza rispetto alla chiusura dei 12 mesi 2025 a -1,4% e in linea con l’inflazione del +0,4% su base mensile. Una mano, soprattutto al settore più in difficoltà, quello di abbigliamento-accessori, è arrivata anche dai saldi che sono partiti bene al +6%, salvo poi ridurre la spinta propulsiva dettata dall’euforia del momento. 

Dalla fotografia riportata dall’Osservatorio permanente Confimprese-Jakala emerge che l’indicatore dei consumi è di fatto uno stallo e che le attuali condizioni geopolitiche di incertezza internazionale, con la nube di nuovi dazi all’orizzonte, segnalano una stabilizzazione ancora fragile.

Nei settori merceologici si segnala la flessione di abbigliamento-accessori a -0,3%, frutto di una situazione saldi che di fatto, a parte la fiammata iniziale, si è poi consumata in fretta. In campo negativo anche altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi), che con un -1,7% prolunga la scia negativa che ha caratterizzato il settore per quasi tutto il 2025. I consumatori privilegiano gli acquisti di beni di prima necessità e rimandano quelli superflui e voluttuari, con l’occhio sempre vigile al rapporto qualità-prezzo.

L’unico comparto che fa segnare una nota positiva è la ristorazione, che in gennaio registra un interessante +3,9%, risultato di una normalizzazione complessa, in cui i consumatori privilegiano il consumo veloce, il food delivery.  Tra i format che stanno guadagnando terreno c’è il fast casual dining, che fonde l’alta qualità del fine dining con la rapidità del fast food. Questo segmento risponde alla domanda di consumatori che vogliono cibo di buona qualità senza tempi lunghi di attesa e senza compromessi sul servizio.

Nei canali di vendita si registra la tenuta sia dei centri commerciali che chiudono a +1,3% sia dei negozi di prossimità a +1,7%. Questi ultimi consolidano una tendenza andata sempre più rafforzandosi nel post-covid, che privilegia il negozio vicino a casa e riduce i tempi di percorrenza. Si prolunga, di contro, la debolezza delle high street e dei punti vendita situati nei centri storici delle città che chiudono a -2,4%.

Nelle regioni Basilicata in testa a +4,3%, Calabria fanalino di coda a -3,9%. Nelle città capoluogo di provincia Napoli a +5,9%, Trapani a -5,5%.

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EFA News - European Food Agency
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