Eurozona, in calo le aspettative d'inflazione
Bce: a gennaio tasso medio è sceso al 3%
I consumatori dell’area euro hanno ridotto le loro aspettative d’inflazione a breve e lungo termine. Lo rende noto l’ultimo Consumer Expectations Survey della Banca Centrale Europea secondo cui a gennaio 2026 il tasso mediano di inflazione percepita nei 12 mesi precedenti è sceso al 3% dal 3,2% del mese precedente.
Anche le aspettative mediane di inflazione per i successivi 12 mesi sono diminuite di 0,2 punti percentuali, attestandosi al 2,6% a gennaio, dal 2,8% di dicembre. Le aspettative di inflazione a tre anni sono rimaste invariate al 2,6%, mentre le aspettative di inflazione a cinque anni sono scese al 2,3%, dal 2,4%.
Gli intervistati di reddito più basso hanno continuato a segnalare in media percezioni di inflazione e aspettative a breve termine leggermente più elevate rispetto a quelli nei quintili di reddito più elevati, una tendenza osservata dal 2023. Tuttavia, l'evoluzione generale delle percezioni e delle aspettative di inflazione è rimasta strettamente allineata tra le fasce di reddito.
I più giovani (18-34 anni) hanno continuato a segnalare percezioni e aspettative di inflazione inferiori rispetto agli intervistati più anziani (35-54 anni e 55-70 anni).
Reddito e consumi
Le aspettative di crescita del reddito nominale dei consumatori nei prossimi 12 mesi sono aumentate all'1,2% a gennaio, dall'1,1% di dicembre. Questo aumento è stato trainato dai tre quintili di reddito più elevati. Nel frattempo, la crescita percepita della spesa nominale nei 12 mesi precedenti è rimasta invariata rispetto a dicembre, al 4,9%. Anche la crescita prevista della spesa nominale nei prossimi 12 mesi è rimasta invariata al 3,4% a gennaio.
Crescita economica e mercato del lavoro
Le aspettative di crescita economica per i prossimi 12 mesi sono rimaste invariate al -1,1% a gennaio. Analogamente, le aspettative per il tasso di disoccupazione nei prossimi 12 mesi sono rimaste invariate all'11%.
Come osservato nei mesi precedenti, le famiglie a basso reddito prevedevano il tasso di disoccupazione più elevato nei prossimi 12 mesi (13,5%), mentre le famiglie a reddito più elevato prevedevano il tasso più basso (9,5%).
I consumatori hanno continuato ad aspettarsi che il tasso di disoccupazione futuro fosse leggermente superiore al tasso di disoccupazione attuale percepito (10,6%), suggerendo prospettive sostanzialmente stabili per il mercato del lavoro.
I dati trimestrali hanno rivelato un cambiamento positivo nel sentiment del mercato del lavoro. Gli intervistati disoccupati hanno segnalato un aumento della probabilità attesa di trovare un lavoro nei prossimi tre mesi, passando dal 24,5% di ottobre al 30,1% di gennaio.
Gli occupati hanno segnalato una diminuzione della probabilità attesa di perdere il lavoro nei prossimi tre mesi, scendendo all'8,2% a gennaio, dall'8,5% di ottobre.
EFA News - European Food Agency