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CLARA MOSCHINI

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Inflazione. Dalle Rive (Ancc-Coop): "Sostenere la domanda"

Gli ultimi dati Istat fotografano una tendenza che incide notevolmente sulla propensione all'acquisto

I dati sui prezzi al consumo, diffusi stamattina dall'Istat (leggi notizia EFA News), sono molto più allarmanti di quel che appaiono e dovrebbero spingere il governo ad emettere misure capaci di incentivare il potere d'acquisto. Questa la posizione espressa da Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) in merito alle stime sull'inflazione relative a febbraio 2026.

“L’inflazione italiana mostra a febbraio una accelerazione seppur contenuta, di contro gli italiani continuano a manifestare il loro scetticismo sull’andamento dei prezzi, con una percezione dell’inflazione molto più alta e gravosa di quanto i numeri raccontino. Atteggiamento che si conferma poi nelle scelte di acquisto quanto mai prudenti", afferma Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).

"Se guardiamo al confronto inflazione reale e inflazione percepita", prosegue Dalle Rive, "stando al Fondo Monetario Internazionale se risaliamo al ’23 l’inflazione registrata era vicino al 6%, mentre il percepito degli italiani viaggiava oltre il 10%. Una differenza di quasi 5 punti percentuali. Oggi, nel 2026 la forbice si è ridotta ma siamo comunque intorno a differenze dell’1,4% sempre al rialzo per il percepito. Sebbene siamo ancora in un contesto in cui l’inflazione italiana in realtà ha performato molto meglio che nelle altre nazioni europee a noi più simili come Germania e Spagna e meglio della media UE. Basti pensare che tra il ’19 e il ’25 mentre l’Italia registrava un’inflazione alimentare del 29,4%, la Germania era al 40,4% e la Spagna al 37,4% a fronte di una media UE al 38,7%".

In questo contesto, aggiunge il presidente di Ancc-Coop, "permanendo lo scetticismo degli italiani diviene cruciale una riflessione di sistema e serve che il Governo introduca delle misure di sostegno ai consumi delle famiglie, che possano espandere il potere di acquisto degli italiani e ricostruire così una buona percezione della capacità di spesa della classe media del Paese che si sente arretrare, perdere terreno, ormai da troppi anni. Non siamo solo di fronte a dinamiche emergenziali, ma a modifiche strutturali che rischiano di divenire irreversibili. Per non parlare di possibili ulteriori contraccolpi attesi all’indomani del nuovo scenario internazionale”.

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EFA News - European Food Agency
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