Anche l'eurozona ha paura della guerra. E l'inflazione sale...
Moneyfarm: l'allargamento del conflitto in MO rischia di rallentare il processo di disinflazione
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran non fa paura solo ai mercati italiani. Anche l'Eurozona è colpita duramente da attacchi di panico conseguenti aoi timroi per un protrarsi del conflitto. Tanto che, anche in area euro, l'inflazione fotografata oggi dalle stime di Eurostat, dà segni di "squilibrio". Secondo Richard Flax, direttore degli Investimenti di Moneyfarm, "l’inatteso aumento dell’inflazione in Area Euro all’1,9% a febbraio, vicino al target del 2% fissato dalla BCE, arriva in un momento particolarmente delicato per i policymaker".
Il dato, secondo l'analista, si inserisce, infatti, in una "fase che vede i prezzi dell’energia tornare a salire, spinti dall’allargamento del conflitto in Medio Oriente, un fattore che rischia di rallentare il processo di disinflazione".
In vista della riunione BCE del 19 marzo, in cui i tassi dovrebbero restare invariati per la sesta volta consecutiva, il quadro, sottolinea l'analista, "si fa meno lineare": sebbene l’inflazione abbia mostrato nel complesso segnali di progressivo miglioramento, la rinnovata pressione derivante dai costi energetici potrebbe ritardare l’allentamento della politica monetaria".
"Se le tensioni dovessero protrarsi e le interruzioni nelle forniture energetiche dovessero continuare, infatti - sottolinea Flax - il conseguente incremento dei costi di produzione è destinato a riflettersi sull’inflazione complessiva nei prossimi mesi, inducendo i policymaker a mantenere un atteggiamento prudente e lasciando i mercati esposti al rischio di ulteriori sorprese al rialzo".
EFA News - European Food Agency