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CLARA MOSCHINI

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Commodities/2. Quotazioni latte in risalita

Il rimbalzo favorito dalla maggiore competitività dell’export UE

Dopo la fase deflattiva record avviata nell’estate 2025, a febbraio emergono i primi segnali di recupero per le principali commodity lattiero-casearie europee. Sulla piazza di Kempten le quotazioni medie mensili hanno registrato un +2,4% per il burro, +4,1% per il latte in polvere intero (Wmp), +12,7% per lo scremato (Smp) e +0,4% per l’Edamer.

Il confronto con luglio 2025 evidenzia tuttavia livelli ancora significativamente inferiori: burro -41,5%, Wmp -27,8%, Edamer -28,9%, mentre l’Smp risulta sostanzialmente stabile (-0,5%). Il latte intero tedesco spot quotato a Milano, nonostante un rimbalzo del +4,8% tra gennaio e febbraio, si mantiene del -63,8% rispetto ai valori estivi, sui minimi dal 2016. Il prezzo medio UE alla stalla, secondo la Commissione, è calato dell’1,9% tra dicembre e gennaio (-11,5% da settembre 2025).

In Italia, l’accordo di filiera per il primo trimestre 2026 fissa un prezzo medio di 530 €/1.000 litri, circa il 7% in meno rispetto a novembre 2025. Areté segnala come la pressione ribassista resti legata a un’offerta straordinariamente sostenuta. Nel secondo semestre 2025 le consegne di latte nell’UE sono cresciute del 4,1% su base annua, recuperando il calo del primo semestre (-1,2%). A metà febbraio 2026 Germania e Francia registravano produzioni superiori rispettivamente del +5,8% e +5,6% rispetto all’anno precedente. A sostenere l’offerta hanno contribuito condizioni climatiche favorevoli e un calo delle macellazioni (-7,1% tra luglio e novembre 2025), anche per le restrizioni sanitarie legate a bluetongue, afta e dermatite nodulare.

Il recente rimbalzo delle quotazioni è stato favorito dalla maggiore competitività dell’export UE, sostenuta dall’indebolimento dell’euro (-2,4% il cambio euro dollaro dai picchi di gennaio) e dalla riduzione dei dazi cinesi sui formaggi europei (ora tra il 7,4% e l’11,7%, rispetto al precedente intervallo 21,9%-42,7%). Tuttavia, restano fattori di rischio legati ai costi energetici: dopo le tensioni in Medio Oriente, il prezzo del gas ha registrato un +70% in sole due sedute, incidendo su un comparto ad alta intensità energetica.

Per il 2026 lo scenario Areté prevede una produzione di latte UE in lieve flessione (-0,2% sul 2025), con cali per burro (-2,7%) e Smp (-0,6%) e una crescita contenuta dei formaggi (+0,4%, sotto la media decennale del +1,4%). In un contesto di domanda in ripresa e maggiore competitività internazionale, è atteso un progressivo riassorbimento delle scorte e un moderato recupero dei prezzi rispetto agli attuali livelli.

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EFA News - European Food Agency
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